sabato, 2 Luglio, 2022
Agroalimentare

Confagricoltura: Made in Italy e sostenibile, un vantaggio importante

Si chiama carbon farming, tradotto in italiano si legge ‘sequestro di carbonio’ nel suolo. E’ una delle strategie con le quali si vogliono ridurre le emissioni in atmosfera, tenendo conto che l’agricoltura contribuisce per il 10% alle emissioni di gas serra, in Europa. Ma come può avvenire questo processo nel dettaglio, come si può quantificare, certificare e anche monetizzare perché diventi una fonte di reddito per l’agricoltura? Se n’è parlato a Fieragricola a Verona, nel corso di un convegno promosso da Confagricoltura, dal titolo:
“Carbon farming, l’agricoltura in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici”. E’ stato ricordato come la continua ricerca di soluzioni per contribuire a ridurre la concentrazione di carbonio dall’atmosfera e aiutare l’UE a raggiungere nel 2050 la neutralità climatica, sia divenuta una priorità e una lotta contro il tempo.

“L’agricoltura è pronta – ha ribadito il presidente di Confagricoltura Massimo Giansanti -. Non abbiamo paura delle sfide. Oggi si scrive una pagina importante del futuro dell’agricoltura italiana. La mappa dello stivale ci ricorda che un terzo è costituito da borghi e città, un terzo da area foreste e un terzo è area agricola. Il sistema città non si potrebbe reggere se non ci fosse il contributo degli agricoltori che nel prossimo futuro saranno sempre più protagonisti nei meccanismi della transizioni verso modelli che possano preservare le risorse naturali, attraverso tecniche colturali che permetteranno di dare un grosso contributo. Sono convinto che il futuro sarà roseo – ha ribadito Giansanti – e l’abbattimento del Co2 sarà elemento fondamentale sia per la transizione che per il bilancio delle aziende chiamate ad abbattere le emissioni e a produrre energie rinnovabili. In un mondo sempre più attento all’impatto ambientale, dimostrare che i modelli sono sostenibili sarà vincente. Un’agricoltura più naturale, certificata e riconosciuta darà vantaggio competitivo all’Italia. Made In Italy e sostenibile ha un vantaggio importante”.

Su questi temi la Commissione europea ha presentato il Carbon Farming come un “nuovo” modello di business verde in grado di premiare le pratiche di gestione del territorio con conseguente aumento del sequestro del carbonio. Andrea Vettori, membro del Gabinetto commissario ambiente UE, ha ribadito che “La parola chiave per il settore dell’agricoltura è resilienza. E sta diventando tema importante anche nel concetto di incertezza che stiamo vivendo con la pandemia. Dovremmo investire massicciamente per il ripristino degli ecosistemi danneggiati perché possano ridurre le emissioni e proteggerci dai cambiamenti climatici. Il carbon farming può contribuire a questi tre aspetti. E’ necessario predisporre un quadro normativo la misurazione e la certificazione e che , a fronte di un pagamento pubblico o privato, lo stoccaggio sia permanente e non rilasciato in periodo successivo. Ci devono essere requisiti solidi in termini scientifici e verificabili. Per un obiettivo di coerenza della politica – ha aggiunto – è essenziale che il problema non venga trasferito da un ecosistema ad un altro. Entro la fine di quest’anno verrà presentata una proposta legislativa per gli assorbimenti di carbonio che faciliterà il carbon farming”.

Intervenendo da remoto Vannia Gava, sottosegretario al ministero Transizione Ecologica, ha ribadito l’opportunità importante rappresentata dall’agricoltura conservativa. “Tende un po’ a bloccare lo sviluppo e a perdere un po’ di produttività, per questo nella transizione ecologica non dobbiamo fare i passi più lunghi della gamba. Oggi i prezzi di grano e mais sono alle stelle, dobbiamo tutelare la nostra agricoltura e andare avanti in uno sviluppo graduale, accompagnando gli agricoltori. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi sfidanti, come la decarbonizzazione.
Anche queste giornate di incontro e formazione sono fondamentali e ancora una volta ringrazio voi di Confagricoltura per essere sempre presenti e all’avanguardia. Il governo è disponibile per individuare percorsi di agricoltura sostenibile affrontando insieme questa transizione”.

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