sabato, 15 Agosto, 2020
Ambiente

Barriere nel Tevere per raccolta plastica, parte progetto

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Dopo il fiume Po anche il Tevere proverà il progetto in via sperimentale per la raccolta dei rifiuti galleggianti. A presentarlo questa mattina il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, assieme al presidente di Corepla, Antonello Ciotti, e al sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. Il progetto, grazie a un investimento regionale di 40mila euro, è realizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con Castalia Operations Srl – che ha ideato il sistema che intercetta e convoglia in un’area di raccolta i rifiuti trasportati dai corsi d’acqua prima che si riversino in mare – e Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, che si occuperà invece della raccolta dei rifiuti e avvierà a riciclo la plastica recuperabile, che sarà poi trasformata in arredi urbani che saranno donati al Comune. Il programma, che ha come partner il Comune di Fiumicino e la Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino, avrà la durata di 2 mesi.

L’obiettivo è duplice: fermare i rifiuti prima che arrivino in mare, proprio perché l’80% dei rifiuti che sfociano in mare arrivano dai corsi d’acqua, e sensibilizzare istituzioni, associazioni e cittadini sulla tematica della plastica, portando ognuno a fare la propria parte. Solo nella prima settimana sono stati raccolti con il nuovo sistema, alla foce del Tevere, circa 4 metri cubi di rifiuti.

Le modalità di raccolta riguardano il montaggio di dispositivi di selezione composti da barriere in polietilene che intercettano i rifiuti galleggianti, accumulandoli in un’area specifica, dalla quale vengono successivamente raccolti mediante un mezzo nautico di limitate dimensioni, dotato di cestello.

In seguito vengono depositati in appositi contenitori di stoccaggio, denominati big bag. Il sistema completo di raccolta è progettato per restare nel fiume per lungo tempo, rimanendo operativo anche durante i periodi di pioggia ordinaria e senza interferire con la flora e la fauna presente nel fiume.

La barriera di intercettazione sul fiume ha il compito di convogliare il litter galleggiante ed effettuare una macro selezione. È composta da più moduli tubolari in PE1000 aventi lunghezza di 4 metri ciascuno e diametro pari a 160 mm. Tale barriera collegata a quella di selezione è installata nei punti prescelti con l’utilizzo di corpi morti e/o ancore opportunamente posizionate.

La barriera di intercettazione sulla sponda ha la stessa composizione e il medesimo compito della barriera precedente, ma sarà assicurata a struttura fissa e collegata alla barriera di selezione. I rifiuti galleggianti intercettati dalle barriere saranno trasportati nell’impianto “Loas Italia”, ad Aprilia (Latina), dove saranno pesati e trattati grazie a una prima selezione manuale per rimuovere eventuali rifiuti ingombranti, sfalci, potature e manufatti non selezionabili. Si procederà quindi alla separazione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e allo smaltimento della frazione estranea non recuperabile.

Il rifiuto plastico verrà successivamente inviato a un centro di selezione Corepla, “Mattucci Srl”, situato a Gallese (Viterbo) dove, grazie a un test di selezione automatica mediante lettori ottici, sarà valutato l’effetto degradante della permanenza in acqua sull’imballaggio e valutata la possibilità di avvio a riciclo. “È una sperimentazione che abbiamo iniziato nel fiume Po. L’80% della plastica dei fiumi arriva da 10 fiumi nel mondo e nessuno è europeo”, ha detto il presidente di Corepla Ciotti. (Italpress)

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