giovedì, 26 Maggio, 2022
Energia

Parte il giacimento Longanesi: il gas “arciitaliano”

Scoperto tra Lugo e Bagnacavallo sotto la casa del grande scrittore e giornalista

Un miliardo e 100 milioni di metri cubi di gas. Una quota importante – per mitigare il caro bollette – ed è l’inizio di una produzione che sarà estesa a quattro pozzi. Il progetto ha due singolarità: la prima, che l’Italia torna ad estrarre gas da un giacimento in casa propria e da una società nazionale, la “Gas Plus” quarto produttore italiano di gas naturale; la seconda è una simpatica coincidenza: il pozzo messo in esercizio nei giorni scorsi si chiama “Giacimento Longanesi”, situato fra Lugo e Bagnacavallo in provincia di Ravenna, per una coincidenza della sorte proprio sotto il giardino dello scrittore, giornalista, acuto polemista, editore, pittore, Leo Longanesi (Bagnacavallo, agosto 1905 – Milano, settembre 1957).
Così si concretizza anche un sua perspicace osservazione: “Alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione”. A rendere celebre Longanesi ci sono anche i suoi aforismi azzeccati e pungenti, “Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa”, “In Italia tutti sono estremisti ma con prudenza”, “Una società fondata sul lavoro che non sogna altro che il riposo”, per citarne alcuni disseminati in una carriera da editore – tra i più prestigiosi d’Italia – e di giornalista capace di osservazioni controcorrente sulla politica, sui vizi e virtù degli italiani, “buoni a nulla ma pronti a tutto”. Longanesi con la sua incedibile perspicacia avrebbe immaginato anche che un giorno proprio nelle viscere della sua residenza a Bagnacavallo si sarebbe dato il via libera alla fase di sviluppo del più importante progetto italiano del Gruppo Gas plus.

Il gas “Longanesi”

“Il giacimento Longanesi”, informa la società produttrice, “è situato fra Lugo e Bagnacavallo, dove è stato stimato si possano trovare 1,7 miliardi di metri cubi di metano purissimo”. Da grande scrittore ed editore Longanesi ha allungato così la sua personalità con il suo nome all’attualità italiana dell’oggi, dove milioni di famiglie e imprese sono in attesa di vedere un calo dei costi dell’energia e questo potrà avvenire anche grazie al suo “giacimento”.

“La realizzazione del progetto Longanesi”, sottolineato l’ad di ’Gas Plus’, Davide Usberti, “è una tappa storica di nostri programma di sviluppo. La messa in esecuzione di questo progetto vuole anche essere un segnale, rispetto all’attuale fase di estrema criticità degli approvvigionamenti di gas naturale, del contributo che possono dare le produzioni nazionali, un elemento, riteniamo, da tenere in maggiore considerazione nell’attuale contesto, che ha evidenziato il ruolo indispensabile del gas naturale nel processo di transizione energetica”.

I costi dell’importazione

Secondo le previsioni l’Italia se non vorrà pagare un prezzo salatissimo ai Paesi fornitori di gas come Russia e Algeria dovrà puntare su i suoi pozzi. Dovrà farlo anche alla svelta dal momento che lo Stato ha investito miliardi per ridurre il caro bollette e mitigare la crisi economica di famiglie e i bilanci delle imprese. Secondo un analista autorevole, Jacopo Giliberto “Con un investimento attorno a 1-1,5 miliardi da parte delle compagnie petrolifere, semplicemente aggiornando e potenziando i giacimenti di gas già attivi, in un paio d’anni potremmo raddoppiare l’estrazione da 3,5 a 7-8 miliardi di metri cubi l’anno, più del 10% dei 70 miliardi di metri cubi che ogni anno consuma l’Italia”. Una strategia che eviterebbe la ricerca e perforazione di nuovi giacimenti evitando nuove tensioni politiche all’interno della maggioranza di governo.

Imprese tra costi e blocchi

L’Italia ha una notevole dipendenza dalle forniture estere, un import sull’energia disponibile del 95,1% a fronte dell’89,7% della media Europea. Nella stima di Confartigianato la spirale dei prezzi divora gli utili delle imprese che a questo punto saranno costrette a scelte perentorie. Per il prossimo futuro c’è inoltre il nodo delle fonti di approvvigionamento.

L’Italia nel 2001 produceva 16 miliardi di metri cubi, il dato massimo raggiunto. Estrazione allora concentrata nei giacimenti dell’Adriatico, della Val Padana, della Basilicata e della Sicilia. Dopo venti anni questo scenario è stato completamente stravolto dai disinvestimenti voluti (in chiave ambientalista e politica) dai movimenti ecologisti e dai 5S, con una produzione nazionale ridotta al 4.4%.
Secondo i calcoli per avere un minimo di resistenza contro i rincari l’Italia dovrebbe portare la sua produzione al doppio, sugli 8 miliardi di metti cubi, la metà di ciò che si produceva nel 2021.

Pitesai in discussione

Il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, il “Pitesai” è fermo. Intralci e resistenze frenano il via libera a concessioni ed estrazione. A conti fatti le compagnie si potrebbe raddoppiare l’estrazione nell’arco di un paio d’anni. Tutto però dipende dalle decisioni che saranno prese nel Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. C’è un’aria di scetticismo, l’Assorisorse, l’associazione confindustriale delle società minerarie, osserva, “finché non si conosce il contenuto del Pitesai, nessuno investe; e se il documento frenerà gli investimenti, allora nessuno investirà nemmeno in futuro”.

I rischi per l’Italia

“Le crescenti importazioni di gas naturale a prezzi elevati”, osserva Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, in un’intervista ad Agenzia Nova, “hanno indebolito il sistema italiano, che trasferisce all’estero enormi quantità di denaro e risorse che potrebbero essere invece sfruttate per crescere e fare Pil”. Soluzione che andrebbe incontro anche alla riduzione di impatto ambientale, perché per il presidente di Nomisma Energia, “L’importazione di gas dalla Russia o dagli Stati Uniti, via tubo o via nave, è molto invasiva sul piano ambientale, comportando notevoli perdite di metano in atmosfera”. Infine, a proposito delle decisioni irremovibili di chi in Parlamento dice no alla produzione nazionale di gas, non rimane che citare ancora il grande Longanesi: “Nulla si difende con così tanto calore quanto quelle idee a cui non si crede”.
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