mercoledì, 26 Gennaio, 2022
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Tennis: fermo Djokovic scatterà dopo colloquio con ufficio immigrazione

“Questa pandemia è stata incredibilmente difficile per ogni australiano ma siamo rimasti uniti e abbiamo salvato vite e mezzi di sostentamento. Insieme siamo riusciti a ottenere uno dei tassi di mortalità più bassi al mondo, una delle economie più forti e uno dei più alti tassi di vaccinazione. Gli australiani hanno fatto molti sacrifici durante questa pandemia e giustamente si aspettano che i risultati di questi sacrifici vengano protetti. Ed è quello che il ministro sta facendo con la decisione presa oggi”.

Così il premier australiano, Scott Morrison, applaude la scelta del ministro dell’Immigrazione, Alex Hawke, di revocare il visto a Novak Djokovic. “Le nostre politiche di frontiera hanno tenuto gli australiani al sicuro, prima del Covid e durante la pandemia”, ha aggiunto Morrison, annunciando che non farà ulteriori commenti visto che i legali del tennista serbo quasi certamente impugneranno la decisione.

Nessuna misura detentiva nei confronti di Novak Djokovic. Secondo i media locali, il tennista serbo dovrà presentarsi però domani per un colloquio davanti ai funzionari dell’immigrazione. Il Dipartimento degli Affari Interni sarebbe attualmente in contatto con i legali del giocatore e non saranno presi altri provvedimenti in attesa dei prossimi sviluppi.

I legali del ministero dell’Immigrazione australiano hanno acconsentito a non espellere Djokovic dal Paese fino a quando l’esame del ricorso del tennista contro la cancellazione del visto non sarà finito. Nessuna misura detentiva sarà inoltre applicata al giocatore fino al colloquio, previsto per domani, con i funzionari dell’immigrazione.

Il giudice Kelly ha disposto il fermo per Novak Djokovic che scatterà dopo il colloquio con i funzionari dell’immigrazione, previsto per le 8 del mattino di sabato (le 22 di stasera in Italia). Il tennista potrà poi incontrare i suoi legali fra le 10 e le 14 ed essere presente all’udienza di domenica, scortato dagli ufficiali dell’Australian Border Force, la polizia di frontiera. Inoltre il procedimento passerà nelle mani della Corte federale.

Le parti hanno concordato che Djokovic sarà tenuto in custodia in un luogo che non sarà reso pubblico per evitare “il circo mediatico” che i legali del tennista temono possa sorgere attorno al loro assistito.

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