giovedì, 30 Giugno, 2022
Società

Intervista a Gianfranco Mazzoccoli, fondatore di Cedat 85 eccellenza mondiale nelle trascrizioni e traduzioni

"Le parole contano, e bisogna abbattere le barriere linguistiche"

A 22 anni propose al Comune pugliese di San Vito dei Normanni, di trascrivere le sedute usando un computer. Era il 1985. 36 anni dopo la sua società ha battuto Microsoft nelle traduzioni rapide al Parlamento Europeo. Gianfranco Mazzoccoli ha creato dal nulla un’eccellenza mondiale che offre soluzioni di grande utilità non solo per aziende e istituzioni. La sua ultima creatura si chiama “Cabolo” un mini strumento di 10 centimetri che non si deve collegare a Internet e che trascrive all’istante le parole che ascolta. Lo abbiano intervistato.

Dott. Mazzoccoli, la sua storia è davvero affascinante, protagonista di una tecnologia vincente che rappresenta l’ Italia nel mondo. Vorrei che ci spiegasse in cosa consiste la novità della sua innovazione?
Direi soprattutto nel fatto che si tratta di una tecnologia che risponde perfettamente sia nel caso il parlato di un certo dibattito necessiti della massima pubblicità, sia nel caso il parlato necessiti, invece, della massima riservatezza.

L’utilizzo può essere allargato a più settori? In quali nello specifico?
I settori sono i più disparati e sono tutti quelli caratterizzati dal fatto di avere contenuti parlati, che necessitano di essere conservati e “ritrovati” quando ve ne è la necessità. Spessissimo è l’unica soluzione disponibile quando vi è un mix di documenti cartacei e orali da ricercare alla bisogna.

Rappresenta in un qualche modo il raggiungimento della vera multimedialità, dove i documenti cartacei vengono archiviati insieme alle discussioni o ai dibattimenti orali e possono essere interrogati orizzontalmente e simultaneamente.

Si pensi al mondo dei media, a quello della pubblica amministrazione, della giustizia, della sicurezza, delle audizioni, dei consigli di amministrazione. Insomma, più in generale, a tutti quei contesti formali dove si definiscono questioni e/o decisioni delle quali è necessario avere una rappresentazione puntuale, sicura, immodificabile e ricercabile a posteriori al pari della documentazione cartacea.

Lei ha pensato di quotare in borsa la sua azienda?
Una fase importante di crescita necessita sicuramente di un approccio e di un supporto finanziario proporzionato, anche ricorrendo alla finanza innovativa ed, eventualmente, anche alla quotazione, per la quale i tempi non sono comunque ancora maturi.

Ha già avviato un processo di internazionalizzazione?
Sì, ma la crisi pandemica ne ha certamente rallentato il cammino. Stiamo comunque lavorando alacremente per raggiungere risultati di rilievo nella seconda parte di quest’anno.

Cosa auspica per il futuro? Quali gli obiettivi?
Molto c’è ancora da percorrere nella strada che porta al domani. L’importante è non sbagliare direzione e non lasciarsi distrarre durante il viaggio: ecco, spero di conservare una certa capacità di messa a fuoco dell’orizzonte, oltre alla perseveranza nella ricerca dell’eccellenza.

Un progetto su cui vorrebbe lavorare e una sfida da vincere?
Vorrei superare la barriera linguistica che ostacola la comunicazione più semplice, quella di tutti i giorni Immagino un turista che viene a Roma e non sa nulla di italiano. Chiede informazioni nella sua lingua ad un vigile che parla solo italiano e i due all’istante si capiscono benissimo. Sarebbe una rivoluzione straordinaria che avvicinerebbe gli uomini di tutte le lingue e culture tra loro. Non è impossibile.

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