sabato, 2 Luglio, 2022
Società

Arriva la “birra solidale” per la lotta contro la fame

Fare la propria parte nella lotta alla malnutrizione? Da oggi sarà possibile anche gustando un boccale di birra. È questa la nuova iniziativa di Cigierre, Compagnia Generale Ristorazione Spa, che quest’anno si unisce alla settima edizione di Ristoranti contro la fame con il format Wiener Haus, catena di ristoranti birrerie.

Fino al 31 gennaio, infatti, i clienti dei 28 locali ispirati alla tradizione culinaria mitteleuropea potranno contribuire alla causa acquistando una cosiddetta “birra solidale”, devolvendo 50 centesimi per la messa in opera di progetti finalizzati alla sicurezza alimentare. Donazione che verrà in automatico “raddoppiata” dall’azienda. Wiener Haus si aggiunge quindi agli oltre 100 ristoranti presenti su tutto il territorio nazionale già coinvolti nella campagna, tra i quali anche quelli di alcuni nomi noti della ristorazione italiana, come gli stellati Claudio Sadler e Cristina Bowerman.

“Per una realtà impegnata nella ristorazione come Cigierre occuparsi di temi legati alle problematiche alimentari è centrale” ha commentato Marco Di Giusto, fondatore e Amministratore Delegato dell’azienda. “Crediamo molto in iniziative come queste che, al di là delle difficoltà attuali, sostengono la creazione di reti di collaborazione e fungono da moltiplicatori di solidarietà”.

Con i proventi di questa edizione, l’organizzazione sosterrà un progetto in Sahel che grazie alla combinazione di immagini satellitari e dati raccolti dai pastori permetterà di monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli più fertili. Realizzerà in India degli “orti giardino” per emancipare i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare e assicurerà ai rifugiati in Libano l’accesso ai beni di prima necessità. In Italia, invece, l’ONG metterà in pratica un progetto pilota che assicurerà a 50 famiglie economicamente fragili della periferia milanese un contributo alla spesa settimanale, una buona educazione alimentare e la formazione necessaria a migliorare capacità personali, sociali e professionali utili a favorire l’autonomia e, di conseguenza, la sicurezza alimentare a lungo termine.

“La pandemia ha reso drammatica una situazione già grave che oggi riguarda più di due milioni di famiglie del nostro Paese: per questo è fondamentale lavorare in prima linea per la sensibilizzazione di clienti, partner e fornitori” ha continuato Di Giusto. “Con un pianeta che è, in realtà, in grado di produrre cibo a sufficienza per tutti, cure contro la malnutrizione infantile da tempo disponibili, efficaci e a basso costo, progetti di cooperazione in grado di realizzare l’autosufficienza delle comunità vulnerabili, siamo la prima generazione della storia che può eliminare la fame” – ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la fame.

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