lunedì, 6 Dicembre, 2021
Ambiente

Agricoltura sociale, marchio etico

Nuovi passi verso la rete di Agricoltura Sociale di Coldiretti. A Verona in Camera di Commercio, agricoltori, tecnici e responsabili legali si sono confrontati sulla materia alla luce del nuovo Decreto Attuativo della legge 141/2105.

“Nel formulare la prima legge sull’agricoltura sociale, la Regione Veneto  ha intuito la necessità di disciplinare il settore e riconoscere il ruolo strategico della azienda agricola per il welfare”, ha detto in apertura dei lavori il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno, “a distanza di qualche anno occorre un ulteriore sforzo da parte del legislatore per dare un profilo professionale agli operatori agricoli che scelgono l’integrazione e la terapia per sostenere l’inserimento lavorativo di emarginati o disagiati. Prevedere nella normativa socio sanitaria l’offerta delle fattorie sociali è lo snodo che può portare al successo una normativa ancora pioniera in Italia”.

La discussione a cui hanno partecipato il Direttore della Fondazione Campagna Amica, Carmelo Troccoli, Mario Giuseppe Paolucci, Servizio Autonomie Territoriali Coldiretti e Gianfranco Calabria, Responsabile del Servizio Autonomie Territoriali è proseguita con la descrizione del decreto attuativo e il passaggio sugli sforzi che la Fondazione Campagna Amica sta mettendo in campo per rendere riconoscibili le aziende agricole che si occupano di agricoltura sociale anche attraverso l’idea di un marchio etico della “Fondazione Campagna Amica”. Il decreto indica la strada a tutte le istituzioni pubbliche locali su nuove competenze e campi di applicazione per poter meglio esprimere la capacità multifunzionale dell’impresa. Jacopo Testoni del Dipartimento Agroalimentare Regione Veneto ha delineato lo stato dell’arte dell’elenco delle fattorie sociali e le vicissitudini per il conseguimento dei titoli per intraprendere questo mestiere.

“Coldiretti nell’istituire una rete nazionale”, ha detto Roberto Moncalvo della Giunta Confederale, “crede in questa frontiera tanto da aver lavorato per la miglioria dei provvedimenti. Difficile armonizzare testi e documenti in base all’avanguardia della realtà rurale. È indubbio il servizio prestato dalle fattorie come modello tradizionale che si espone in versione innovativa. Per questo l’intervento deve essere politico, costruito in una visione aperta, nell’ottica di creazione di nuova occupazione, di strutture alternative verso una sicura competitiva aziendale”. L’Agricoltura Sociale cresce e ci saranno sempre più occasioni di discussione saranno organizzate nelle regioni d’Italia.

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