domenica, 5 Dicembre, 2021
Salute

Disabilità, proclamati i vincitori della 6^ edizione di Make to Care

Sono stati proclamati i vincitori della sesta edizione di Make to Care, il contest di Sanofi che incoraggia, premia e supporta soluzioni innovative che sfidano la disabilità. Si tratta di Camera Libera Tutti del FabLab di Parma in collaborazione con Hackability, e SwimAble di E-nable Italia – Associazione italiana per bambini e famiglie con agenesia, amputazione e malformazioni arti – ed Energy Family Project.

A ritirare il premio sono stati Daniele Khalousi per Camera Libera Tutti e Alberto Navatta e Piera Losciale per SwimAble. La giuria – composta da rappresentanti delle istituzioni, medici, ricercatori e opinion leader del mondo dell’innovazione e della scienza – ha selezionato i due vincitori tra i sei progetti finalisti scelti tramite una votazione su Instagram aperta a tutti e che ha totalizzato oltre 3600 voti. Giunta alla sua sesta edizione, Make to Care ha raccolto negli anni circa 500 progetti, tra cui 50 finalisti e 10 vincitori valorizzando e sviluppando un ecosistema attorno a cui gravitano centri di ricerca, strutture sanitarie, innovatori, investitori, caregiver e pazienti. Obiettivo comune è quello di promuovere soluzioni e iniziative volte a supportare nel concreto le persone con disabilità e chi li assiste nella vita quotidiana, con lo scopo di migliorare la loro qualità di vita e promuovere la loro inclusione nella società. In linea con i valori che ispirano Make To Care, i vincitori hanno proposto soluzioni innovative, che rispondono alle necessità reali delle persone con disabilità. Camera Libera Tutti è un progetto che nasce dal bisogno di sopperire alla carenza di strutture turistiche sufficientemente inclusive. Per questo motivo un team progettuale ha lavorato allo sviluppo di soluzioni di arredo, dispositivi e sistemi per rendere maggiormente accessibili le strutture ricettive per le persone con disabilità e che contemporaneamente avessero anche un design accattivante migliorando, anche esteticamente, le strutture. Il risultato è stato la progettazione di un Welcome Kit composto da dieci oggetti indispensabili che, seppur apparentemente semplici, aumentano sensibilmente la qualità del soggiorno, abbattendo le differenze tra alloggi riservati a persone disabili e quelli destinati a turisti normodotati. SwimAble è un ausilio per arto superiore dedicato a bambini che si approcciano all’attività sportiva in acqua e che hanno un’amputazione dell’arto superiore sotto il gomito (amputazione transradiale). Ha come obiettivo principale quello di favorire le attività motorie in acqua volte a preservare le funzionalità muscolari residuali.

L’ausilio progettato risponde alle caratteristiche fisiche ed ingegneristiche necessarie al galleggiamento, ma è completamente integrato nell’outfit dell’utente. Difatti appare come un monospalla inserito perfettamente nel costume, anche grazie alla scelta dei colori e del materiale. SwimAble è infatti prodotto in Lycra, fibra solitamente utilizzata nella fabbricazione dei comuni costumi da piscina. Facilmente indossabile dal bambino stesso, questo ausilio entra a far parte del normale abbigliamento da piscina. I vincitori avranno nel 2022 la possibilità di partire per un viaggio formativo in Israele, vera e propria patria delle start-Up. Un programma denso di incontri organizzati dall’Ambasciata di Israele in Italia (che patrocina il Contest dal 2019) e finalizzati ad acquisire conoscenze e contatti utili per l’ulteriore sviluppo dei progetti.

Ai vincitori di questa edizione si aggiungeranno i vincitori dell’edizione 2019 e 2020 del Contest che, a causa dell’epidemia da Covid-19 e delle limitazioni agli spostamenti tra Stati degli ultimi mesi, non erano riusciti a partire. In primavera 2022, quindi, oltre a Camera Libera Tutti e SwimAble, prenderanno parte all’esperienza formativa anche gli ideatori dei progetti CapisciAME e Sedia Intelligente, vincitori del contest 2020, e Tourist Eyes e LETIsmart Luce e Voce vincitori nel 2019. “Make to Care è un progetto unico che negli anni ha permesso di raccogliere tante soluzioni innovative volte a migliorare la vita delle persone con disabilità – dichiara Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia – Crediamo fortemente nel modello dell’open innovation e nella capacità di mettere in relazione diversi attori per costruire un ‘sistema salute’ sempre più inclusivo e accessibile.

Spero che Make to Care possa continuare a crescere e allargare sempre di più questa rete virtuosa di partnership continuando a favorire lo sviluppo di idee/progetti innovativi e sostenendo il percorso di innovazione del Paese, in collaborazione con il mondo delle Istituzioni e della Ricerca”. Per questa edizione sono state inoltre assegnate da Sanofi tre Menzioni speciali: le prime due a progetti nati per semplificare la gestione dell’igiene personale di chi ha una disabilità, in autonomia e indipendenza.

Il progetto NoLimits di Alessandro Fugazzotto comprende l’alza vaso universale “For All” e il nuovo vaso sanitario con aperture laterali, una svolta epocale da quando è nato il cosiddetto wc per disabili cinquant’anni anni fa (entrambi i prodotti sono realizzati dalla Ponte Giulio Spa). E il progetto Show-chair di Giulio Riccio, una sedia da doccia brevettata, pensata per semplificare la vita di persone anziane o a mobilità ridotta, senza necessita’ di ristrutturare il bagno.

La terza menzione speciale è andata al Presidente della Giuria, Fabio Gorrasi, papà, “maker per amore” e primo ispiratore della iniziativa Make to Care. Fabio ha una bambina affetta da SMA, atrofia muscolare spinale, una rara malattia neurodegenerativa. Per camminare aveva bisogno di un tutore, ma quelli in commercio o realizzati precedentemente non andavano bene per lei. Studiando i movimenti delle articolazioni e dopo vari tentativi, Fabio ha ideato e poi realizzato, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, un nuovo tutore, che unisce caratteristiche di flessibilità e robustezza. Make to Care porta avanti da anni un progetto di ricerca sull’open-innovation assolutamente unico che ha avuto il merito di mappare e tracciare il complesso ecosistema della manifattura digitale in ambito healthcare: quell’innovazione “dal basso” o “non convenzionale” che nasce e si sviluppa dentro e fuori le strutture sanitarie, i centri di ricerca, le università ed è spesso guidata da pazienti-innovatori che collaborano con maker e fablab.

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