sabato, 17 Aprile, 2021
Società

Adolescenti, alcol, gioco e divano

Comportamenti estremi, “abbuffate” di alcol, e per completare la “fortissima” sedentarietà. La fotografia degli adolescenti – una percentuale che oscilla tra il 20 e il 30% – così come emerge dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità, non è rassicurante, in particolare per la scuola e le famiglie. Tra i problemi segnalati emerge con prepotenza anche il disagio legato al gioco d’azzardo, una nuova patologia che coinvolge il 16%, (con un aumento del 10% in 4 anni).

Gli effetti collaterali appaiono ancora più preoccupanti, come in alcuni casi aver rubato soldi per scommettere. Il gioco d’azzardo è legato anche all’uso problematico dei social che crescono nei comportamenti devianti: più di 4 ragazzi su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d’azzardo.

Il rapporto dell’Istituto di sanità prende in esame ragazzi fra gli 11 e i 15 anni, e i guai iniziano dal mattino: il 20-30% degli studenti non fa la prima colazione, meno del 10% svolge almeno un’ora quotidiana di movimento preferendo la sedentarietà; in pochi consumano frutta e verdura una volta al giorno.

Il tema più allarmante è quello degli adolescenti e il consumo di alcol: il 43% dei 15enni e il 37% delle 15enni ha fatto ricorso al “binge drinking”, con risvolti ad alto rischio per sé stessi e per gli altri, se poi si è al volante. Le “abbuffate di alcol”, diffuse sia in Italia che all’estero, in particolare nei paesi anglosassoni e del nord Europa, si tratta di fenomeno che interessa i ragazzi tra i 18 e i 24 anni, in una percentuale del 17%.

Nonostante i ripetuti allarmi, questo comportamento a rischio non è diminuito. Secondo l’Osservatorio sulle dipendenze di Palazzo Chigi ben 1 milione di adolescenti sono consumatori a rischio di intossicazioni alcoliche e nel 17% degli episodi registrati le “vittime” hanno meno di 14 anni.

Gli episodi di ubriachezza, si segnalano in diversi studi, sono pari al 14% tra i maschi e al 2% tra le femmine. Per gli esperti c’è, inoltre, un preoccupante abbassamento della età della prima bevuta, talvolta accade che avvenga tra gli 11 e i 12 anni, con un doppio danno, il modo in cui si beve: fuori casa e in modo incontrollato, e gli effetti nocivi sono a carico del fegato e del cervello.

A mettere in allarme i ricercatori del settore, e naturalmente le famiglie, sono le modalità con le quali si assumono bevande. Si tratta per lo più di drink occasionali con punte altissime che arrivano al 44% dei giovani, con bevute fuori pasto. Gli alcolici sono sempre più associati alla voglia di “sballo”, a cui si aggiunge spesso l’assunzione di sostanze stupefacenti, specie tra i più giovani.

Nel variegato mondo dei consumi adolescenziali ci sono poi le mode che hanno un effetto dirompente e di massa, come nel caso delle bibite “spiderizzate” cioè che contengono un percentuale di super alcolici come gin, whisky o vodka, che hanno un particolare appel di bibite esotiche e dolci. Tra consumo, di alcol, gioco d’azzardo, e vita sedentaria, gli effetti sulla salute si fanno sentire anche per gli adolescenti che dormono sempre meno con un sonno disturbato.

A rilevare i problemi della sfera del riposo è il dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale dell’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con uno studio di Claudio Mencacci, direttore del dipartimento. Il primo problema degli adolescenti italiani non è la quantità di ore dormite, ma il sonno disturbato, in particolare da droghe e smartphone: quando questo avviene, spiegano i ricercatori, sono più frequenti i disturbi psicologici, come attacchi di panico, dell’attenzione e l’ipertensione. Lo studio analizza diversi fattori di rischio.

In media le ore di sonno dormite sono 7,5 a notte, ma il problema è l’alterazione dei ritmi sonno-veglia. “Circa il 25% dei giovani ha difficoltà ad addormentarsi, mantenere il sonno e si sveglia spesso la notte”, fa presente il professor Mencacci, “I disturbi del sonno fanno da mediatori tra i fattori di rischio e il funzionamento dei ragazzi a livello psicologico”.

A contrastare il sonno di solito sono l’uso di sostanze o di apparecchi elettronici, come il telefonino, durante la notte. “Il sonno ha una funzione protettrice”, ricorda lo psichiatra, “e quando è disturbato, nei ragazzi sono più frequenti gli attacchi di panico in chi ha già una sensibilità familiare, l’ipertensione, i disturbi di attenzione, concentrazione e memoria, con l’aumento dell’impulsività. Rivolgiamo quindi un appello ai genitori perché vigilino sul sonno dei loro figli”.

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