lunedì, 6 Dicembre, 2021
Ambiente

Pennisi (DNA): PolieCo e la lotta alla criminalità dei rifiuti

L’ultima giornata del Forum sull’ambiente “Le strade dei rifiuti” organizzato dal Consorzio PolieCo ha avuto una conclusione addirittura pirotecnica, con un intervento da standing ovation del sostituto  procuratore nazionale antimafia Roberto Pennisi.

L’intervento di Pennisi è giunto al termine di una mattinata densa di interventi di grande spessore, tutti incentrati sugli eco reati e sul traffico illecito di rifiuti internazionale.

Il dibattito, coordinato dal neo Procuratore della Repubblica di Bari, Dottor Roberto Rossi è subito entrato nel vivo con i racconti della giornalista di indagine albanese Klaudja Karabolli e del magistrato bulgaro Danail Bogdanov Shostak, che hanno raccontato delle difficoltà di inquadramento ed accertamento dei reati ambientali nei loro paesi.

Sul tema dei reati internazionali è intervenuto Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace, che con diapositive ha mostrato la sorte di pura dispersione nell’ambiente di rifiuti in plastica proveniente dalla raccolta indifferenziata italiana ed affidati, previo pagamento per essere smaltiti, a imprenditori esteri non qualificati e senza scrupoli, che incassano i rifiuti e non li smaltiscono.

Tema ripreso anche da Antonio Musella, giornalista di Fanpage che, narrando l’esperienza anche di infiltrazioni nelle organizzazioni di smaltimento dei rifiuti per individuarne le criticità ha suscitato viva indignazione nell’uditorato.

Più “tecniche”le relazioni dei magistrati presenti: Eugenia Pontassuglia, sostituto procuratore presso la DNA, sul contrasto giudiziario alle nuove rotte del traffico di rifiuti; Silvia Bonardi, sostituto procuratore presso il Tribunale di Milano che ha trattato il tema della transizione ecologica alla gestione di impresa regolare e legale. Antonello Ardituro sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli così come Cesare Sirignano che hanno creato esperienze relative al territorio e alla Terra dei fuochi; e Renato Nitti, procuratore capo della procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani che ha trattato il tema del Chinese Ban al Turkish Ban, aspettando un’economia circolare sostenibile, particolarmente apprezzato dall’ attentissimo pubblico del Forum.

Nessuno, però, poteva però presagire la profondità dell’atteso intervento di Roberto Pennisi, una vera e propria lectio magistralis sulla criminalità ambientale.

L’intervento di Pennisi è iniziato con ringraziamenti, molto sentiti al consorzio PolieCo e in particolare alla sua direttrice Claudia Salvestrini.: “L’unico consorzio regolarmente combatte e contrasta la criminalità ambientale e che, forse per questo, è perseguitato da certi poteri, perché il solo tra i Consorzi obbligatori che contrasta il crimine, come in questo convegno: unico nel suo genere dove è al centro la lotta al crimine ambientale e non consigli alle imprese per soluzioni pratiche, che, se legali, sono solamente furbe, ma non tutelano l’ambiente”.

Così – ha proseguito  il procuratore della DNA – “ho ripudiato il termine ecomafia perché mascherava la vera criminalità ambientale. Un problema tutto nostro, dove il professionismo dell’antimafia e la ricerca della mafiosità ha spesso mascherato e consentito crimini che, essendo contro l’ambiente, sono contro l’umanità”. Termine – questo dell’antimafia- che secondo il procuratore Pennisi, ha spesso sviato le indagini, indirizzandole nella ricerca di fenomeni mafiosi arcaici laddove la mafia e la ‘ndrangheta attuali sono profondamente mutati e non rispondono più a stereotipi antiquati che è inutile inseguire.

Ha concluso infine il suo intervento, raccomandando ai politici presenti di prendere in considerazione la realizzazione di termovalorizzatori, “come infrastruttura indispensabile a combattere il traffico dei rifiuti perché il rifiuto non deve muoversi perché è nel suo muoversi che si determina criminalità” e superando con tale finalità le dispute ecologiche sulla loro utilità e quella sorta di divieto che aveva espresso nell’intervento di ieri il Senatore Morra: perché si può anche dare un termovalorizzatore gestito come la legge impone.

L’onorevole Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia, si è assunto dopo questo complesso intervento del procuratore Pennisi, il compito non facile di chiudere il convegno.

Lo ha fatto da da par suo, sintetizzando gli aspetti principali dei più importanti temi trattati nelle due giornate, riferendo dell’impegno del Ministero della Giustizia in materia di ambiente e preannunciando, su richiesta del presidente Bobbio, la ripresa da parte del Consorzio PolieCo dei suoi apprezzatissimi corsi ambientali dedicati alle forze pubbliche.

 

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