lunedì, 16 Dicembre, 2019
Salute

Traversata Stretto di Messina per ricordare pericoli Ictus

Traversata dello Stretto di Messina per Alberto Sassoli, genovese innamorato del mare, che ha deciso di nuotare per oltre 3,5 km, insieme ad altri 30 “supersportivi”.

La partenza è prevista per mercoledì 12 giugno, condizioni meteo e mare permettendo, da Capo Peloro (Messina), con arrivo a Cannitello, nei pressi di Villa San Giovanni (Reggio Calabria).

L’impresa di Alberto Sassoli è sportiva, in omaggio al nuoto che ha scandito fasi importanti della sua vita e lo ha visto gareggiare agonisticamente sin da bambino, approdare, poi, alla pallanuoto, diventare bagnino di salvataggio e, quindi, istruttore di nuoto e allenatore federale di pallanuoto. Ma questa traversata dello Stretto ha anche altri obiettivi.

Per ricordare la madre di Alberto, scomparsa a causa di un ictus, l’iniziativa si propone, infatti, di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione di questa patologia grave che in Italia registra, ogni anno, 150mila nuovi casi, con un tasso molto elevato di invalidità. Si calcola, infatti, che gli invalidi permanenti a seguito di un ictus siano oggi più di un milione.

“Nonostante i numeri ci dicano che, nel nostro Paese, i casi di ictus cerebrale sono diminuiti nel corso degli ultimi anni, ci troviamo comunque di fronte ad una catastrofe sociale – dichiara la professoressa Carmela Casella, medico neurologo e coordinatrice regionale A.L.I.C.e Sicilia Onlus. Più persone sopravvivono all’ictus, maggiore è la frequenza di disabilita’ da affrontare”.

La Professoressa Rosa Musolino – Presidente Onoraria A.L.I.Ce. Messina Onlus – sottolinea che “in Italia, sono quasi 1 milione le persone che convivono con le conseguenze invalidanti della malattia, il cui peso, purtroppo, pur se diversi livelli di complessità, è destinato ad aumentare, considerando anche l’invecchiamento generale della popolazione”.

Con la sua impresa sportiva, realizzata con il contributo non condizionato di Boston Scientific, Alberto Sassoli punta a riaccendere i riflettori su una patologia che ha dimensioni e costi medici e sociali enormi. Per questo, ha affidato la sua testimonianza ad A.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione Italiana per la Lotta all’Ictus cerebrale.

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