martedì, 25 Gennaio, 2022
Economia

Fondi straordinari e norme semplici

Mentre il mondo piange i 2.000 morti causati dal terremoto che pochi giorni fa ha colpito Haiti, in Italia si commemora il quinto anniversario del sisma che nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 2016, alle 3.36, fece tremare tutto il Centro Italia.

Nel solo borgo di Amatrice 299 persone persero la vita. Da lì partì la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso di magnitudo 6.0, che coinvolse 140 comuni e circa 600 mila persone ed è lì che il presidente Draghi e il commissario straordinario del governo per la ricostruzione, Giovanni Legnini, hanno voluto onorare le vittime del disastro. “A 5 anni dal sisma, l’obiettivo – scrive in un post su Facebook il vicepresidente della Camera Ettore Rosato di Italia Viva – deve essere quello di completare rapidamente la ricostruzione dei territori, di riportare finalmente le famiglie nelle loro case. La presenza del presidente Draghi è la testimonianza di una rinnovata attenzione del governo”. Perché, se è vero che i cantieri si alternano alle macerie, la realtà più cruda è che i residenti di Amatrice, come quelli di tanti altri comuni colpiti, sono ancora nelle casette che dovevano essere provvisorie.

 

OPPORTUNITÀ FINANZIARIE DA NON PERDERE
Alla vigilia della cerimonia, Legnini ha presentato il Terzo Report sulla ricostruzione dal quale si evince che l’andamento della ricostruzione nelle regioni è molto variegato e i comuni più distrutti sono generalmente quelli più indietro, come nel Lazio. I problemi, dunque, permangono ma non mancano i segnali positivi dati dall’accelerazione importante nell’avvio di nuovi cantieri, con un passo più adeguato alle aspettative dei cittadini. “Fino a un anno e mezzo fa – ha detto il commissario straordinario – il cittadino riceveva il contributo dopo 15-16 mesi dalla richiesta.

Ora, invece, sono previsti tempi contingentati grazie ai quali il richiedente riceverà il contributo al massimo dopo 110 giorni”. La struttura commissariale si è soprattutto concentrata sulla semplificazione e sburocratizzazione delle procedure per accelerare la ricostruzione che oggi può contare anche su un quadro di risorse finanziarie forse senza precedenti: 160 milioni dal Ministero per la Coesione territoriale, 60 milioni per i Centri di Ricerca e l’Alta Formazione, 1 Mld e 780 milioni dal PNRR. Una mano arriva anche dal super bonus edilizio del 110%, che rende la possibilità di ricostruire particolarmente vantaggiosa.


PROCEDURE PIÙ SNELLE, LA SVOLTA PER LA RICOSTRUZIONE
I dati del Rapporto sembrerebbero confortare la speranza che l’Italia non voglia perdere questo treno. L’accelerazione che si è prodotta dalla semplificazione ha fatto sì che nei primi 6 mesi di quest’anno siano stati decretati circa 3.300 cantieri, per una media di 550 al mese, 25 al giorno, autorizzati e finanziati. Il numero delle domande di autorizzazione è arrivato all’incirca a 20 mila e 700, con un incremento nell’ultimo anno del 60 %, quasi un raddoppio rispetto a un anno e mezzo fa. “Riguarda grosso modo un terzo dei progetti attesi – ha sottolineato Legnini -. In tutto il cratere abbiamo più di 5.000 cantieri aperti e circa 5 mila sono gli interventi già conclusi con 12 mila unità abitative restituite ai cittadini, mentre 13 mila sono le unità abitative in corso ricostruzione”.

 

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