mercoledì, 29 Maggio, 2024
Attualità

40 milioni i nuovi schiavi. Alto lo sfruttamento sessuale in Italia

Il Covid, che tutto ha rallentato, non ha però fermato i fenomeni di sfruttamento, schiavitù e uso sessuale delle persone, soprattutto per quanto riguarda i minori. Il senso della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2013, ogni 30 luglio intende obbligare la comunità internazionale a riflettere su una tale piaga. Nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento, costrette in schiavitù, e ben 1 su 4, 10 milioni, avrebbe meno di 18 anni.

Una realtà quasi del tutto sommersa perché poche sono le segnalazioni ma che riguarderebbe anche bambini con meno di 8 anni (1 su 20 dei casi noti relativi ai giovani), spesso privati anche del diritto all’istruzione. Un dramma da cui l’Italia non è immune.

 

IN ITALIA LO SFRUTTAMENTO SESSUALE IL PIU’ DIFFUSO

Le vittime di tratta oggi prese in carico dal nostro SSN sono in prevalenza donne e ragazze (81,8%) e una vittima su 20 è minore. Secondo il Rapporto “Piccoli schiavi invisibili” di Save The Children, tra le 2.033 persone entrate nel sistema anti-tratta italiano nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) e nonostante l’emersione sia molto più difficile nel caso dei minori, ben 1 vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14. Le regioni con il maggior numero di casi emersi sono la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%), Campania (9,3%) e Piemonte (13,7%). I casi di sfruttamento minorile emersi nel 2019 sono stati 243, ma questi dati sono solo la punta di un iceberg rispetto alle tante bambine, bambini e adolescenti vittime invisibili di violenza e sfruttamento anche qui, nel nostro Paese. Per questo la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulle violenze di genere ha in agenda una serie di audizioni volte a comprendere, definire e contrastare questo fenomeno.

 

PER IL COVID, LA PROSTITUZIONE SI E’ SPOSTATA SALLE STRADE AGLI APPARTAMENTI

Secondo le rilevazioni della Fondazione Somaschi, impegnata dal 1996 nella lotta contro lo sfruttamento sessuale sulle strade di Milano e dell’hinterland, la paura del contagio non ha fermato il giro di affari della prostituzione, ha però inciso sulle modalità di accesso della clientela. Infatti, è aumentata esponenzialmente la prostituzione in appartamento, rendendo ancora più difficile intercettare e aiutare le vittime di sfruttamento.

 

SFRUTTAMENTO SUL LAVORO

Anche in questo caso, i piccoli sono il bersaglio maggiore. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel 2020, a seguito di accertamenti, ha assicurato la tutela di 127 minori irregolarmente occupati, impiegati per il 40% nei servizi di alloggio e ristorazione e in prevalenza di genere femminile, ad esclusione del Sud Italia. “Lo sfruttamento del lavoro è un’offesa alla dignità umana, ma lo sfruttamento dei minori è un attentato alla nostra democrazia, perché mina il futuro di un Paese civile, nega ai cittadini di domani il diritto di crescere, di studiare, di liberarsi dal bisogno – denuncia il direttore dell’Ispettorato, Bruno Giordano -. Legalità del lavoro e giustizia sociale coincidono”.

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