Una Corte d’Appello federale ha ordinato all’amministrazione Trump di interrompere la costruzione della sala da ballo della Casa Bianca, un progetto da 400 milioni di dollari che il Congresso non ha mai approvato. Con una decisione a maggioranza, il collegio di tre giudici del Distretto di Columbia ha stabilito che il presidente non dispone dell’autorità unilaterale per edificare la struttura di 8.400 metri quadrati sull’area dove sorgeva l’Ala Est, demolita lo scorso autunno. La sentenza, sospesa per due settimane in attesa di un possibile ricorso alla Corte Suprema, rappresenta un duro colpo per l’amministrazione.
Il tribunale ha chiarito che la questione non riguarda l’opportunità politica dell’opera, ma il rispetto delle procedure costituzionali. Trump ha reagito con un lungo post sui social, definendo la sentenza “ingiusta” e citando l’opinione dissenziente del giudice Neomi Rao, da lui nominata. Ha sostenuto che la struttura includerebbe rifugi antiatomici, ospedali e installazioni militari top secret, e che il blocco dei lavori rappresenterebbe “una minaccia alla sicurezza nazionale”. Secondo il presidente, l’approvazione del Congresso non è necessaria perché il progetto sarebbe finanziato da fondi privati, raccolti da aziende e donatori, incluso lui stesso.
La decisione arriva pochi giorni dopo un’altra controversia: il National Park Service ha avvertito che l’arco trionfale da 76 metri proposto da Trump potrebbe danneggiare il valore storico dei siti vicini al Lincoln Memorial e al Cimitero di Arlington. Gli ambientalisti, che avevano intentato causa per fermare la costruzione della sala da ballo, parlano di “una vittoria per la legalità e la tutela del patrimonio”. Il presidente, però, non intende fermarsi. “Presenteremo immediatamente ricorso alla Corte Suprema”, ha scritto.





