È Corigliano-Rossano, il Comune più grande della Calabria per territorio e abitanti, incastonato tra l’alto Ionio-Cosentino e la maestosità delle montagne della Sila Greca – oltre 74 mila abitanti e più di 30 km di costa – ad aver avuto tale privilegio di ospitare la convention ‘L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’Olio, Comunità di Valori’, dal 10 al 12 luglio, con immensa soddisfazione da parte del primo cittadino, Ingegnere Flavio Stasi, al suo secondo mandato, di tutta la Regione Calabria e non solo.
Protagonisti dell’evento
Oltre al Sindaco Flavio Stasi, per gli onori ed oneri di casa, non potevano mancare autorevoli figure di prestigio come il Presidente Nazionale e il Direttore generale delle Città dell’Olio, nelle persone, di Michele Sonnessa che ha aperto i lavori e di Antonio Balenzano che ha curato la presentazione e la loro conclusione.
Significativa anche la presenza di Sindaci, produttori, ricercatori, chef, imprenditori e rappresentanti delle Istituzioni per questa prima “Convention Nazionale delle Città dell’Olio”, provenienti da tutta l’Italia. Il Presidente dell’Associazione Michele Sonnessa, premette che l’appuntamento annuale non è soltanto per discutere di olio come il prodotto agricolo al centro dei lavori, ma è per il ruolo dell’olivicoltura nella tutela del paesaggio, nello sviluppo delle aree interne, nella valorizzazione del turismo e nella salvaguardia delle produzioni.
È anche la prima volta per amministratori, imprese, università e le associazioni, nel poter costruire una visione comune: “ Vogliamo fortemente che anche attraverso questi giorni calabresi non solo ci possa essere finalmente una serie di linee guida che saranno le linee guida della futura evoluzione.
Il momento più importante della Convention è nella presentazione della Carta di Calabria, il primo documento nazionale delle Città dell’Olio; un testo che propone una nuova visione dell’olivicoltura italiana chiedendo di riconoscere gli oliveti e i territori che li custodiscono come una risorsa strategica del Paese, puntando sulla tutela del paesaggio, sul ricambio generazionale, sulla sostenibilità e sul ruolo delle comunità.”
In sostanza, si potrebbe davvero definire un evento particolare per gli Organi, gli Enti ed i personaggi coinvolti, tutti attorno all’olivicoltura e alla sua materia prima per eccellenza, l’olio extravergine d’oliva. Tre giorni di confronto tra Istituzioni, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delleForeste, con l’autorevole presenza del Sottosegretario Patrizio La Pietra, all’Assessore regionale all’agricoltura, nella persona dell’avvocato Gialunca Gallo il quale – si potrebbe dire – dedica ‘anima e corpo’ per dare il massimo impulso a tutto il settore agricolo della Calabria.
L’imprenditore informatico Pierangelo Raffini
È l’assessore allo sviluppo economico con delega all’agricoltura del Comune di Imola, che partecipa alla Convention nella sua veste di “Consigliere regionale dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio”, nonché coordinatore regionale per l’Emilia Romagna, nella cui associazione il Comune di Imola è membro dal 2024.
Nelle sue parole, a margine della Convention, c’è davvero tanto apprezzamento: “…Dalla Calabria è arrivato un messaggio chiaro: investire nell’olivo significa investire nelle comunità, nella qualità della vita, nella valorizzazione delle aree interne e del turismo. È una visione che condivido pienamente che deve tradursi sempre di più in politiche concrete.”
In tal senso intende adoperarsi anche verso il territorio dell’Emilia Romagna prendendo lo spunto dalla dichiarazione di intendi della elaborata “Carta di Calabria”: “…un punto di partenza importante. Ora spetta a tutti noi trasformare gli impegni emersi durante la Convention in azioni concrete, capaci di sostenere i produttori, tutelare il paesaggio olivicolo e creare nuove opportunità economiche e occupazionali, soprattutto per le giovani generazioni”.
L’Associazione Nazionale Città dell’Olio
Nasce nel 1994 ed esattamente nel Comune di Larino (CB); mentre la sede attuale è nel Comune di Monteriggioni (Siena). Non a caso la Toscana ha il numero più elevato di Comuni aderenti, ben 66. La Calabria si trova nella 13esima posizione con 20 Comuni. Sono, per la precisione, 19 le Regioni italiane interessate all’olivicoltura, tranne la Val d’Aosta e ne fanno parte oltre 560 enti pubblici tra Comuni, Province, Camere di Commercio, Parchi e Comunità Montane.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio, Michele Sonnessa
Nel prendere la parola per l’apertura dei lavori fa emergere la sua soddisfazione per la chiamata a raccolta di sindaci e amministratori delle 19 regioni ove insistono le nostre Città dell’olio italiano. “…È un momento importante perché per la prima volta celebreremo questa occasione col primo incontro della Consulta Nazionale dei nostri ambasciatori, un organismo statutario della nostra associazione di grande rilievo per la prima volta a Rossano; ne sono parte della Consulta tante personalità del mondo scientifico, della cultura, della gastronomia, della ristorazione, della comunicazione e dello lo sport nella costruzione di un documento che abbiamo definito visione 2030.”
“La Calabria è una Regione fondamentale per tutta la cultura italiana non solo in vista produttiva ma per le bellezze che raccontano i meravigliosi paesaggi con gli alberi monumentali – delle vere opere d’arte – una varietà autoctona, la grande biodiversità. Non potevamo iniziare da questa importante regione Calabria, con la quale abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa nel 2024.
È oggi il risultato concreto, la prima scommessa di un percorso che vogliamo realizzare assieme a una regione che si sta impegnando tantissimo attraverso l’assessore Gallo, nell’agricoltura in generale e in questo comparto in particolare; quindi siamo orgogliosi”.
Sintesi su alcune dichiarazioni e sugli auspici espressi
L’Assessore della Regione Calabria, Avv. GianlucaGallo ha, tra l’altro, sottolineato ed affermato, dicendo: “Il comparto olivicolo è il principale della nostra agricoltura agroalimentare; uno dei principali asset della Calabria, sul quale sono stati, in questi anni, fatti notevoli investimenti, puntando fortemente sul comparto olivicolo, diventando la prima Regione in assoluto con un piano olivicolo nazionale, con incrementi di nuovi insediamenti olivicoli e investendo nella meccanizzazione per migliorare la qualità della voce nel nostro olio nei nostri frantoi.” Afferma, altresì: “…dovremmo venerare l’ulivo come pianta sacra” per il suo ruolo di “un vero e proprio ascensore sociale nel passato recente”, e che potrà continuare ad esserlo ancor di più anche in questo secolo, “puntando sulla qualità della produzione e all’imbottigliamento”.
Anche il Dirigente generale del Dipartimento agricoltura della regione Calabria, Giuseppe Liritano, ha sottolineato come la Calabria rappresenti la vera identità degli ulivi, cultura mediterranea, con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo verso la maggiore competitività. La scelta della Calabria come luogo della prima Convention scaturisce, evidentemente, dalla sua forte identità storica, ambientale, culturale e da una biodiversità unica.
Il sindaco di Corigliano-Rossano
Tra le soddisfazioni espresse dal sindaco, l’Ingegnere Flavio Stasi, anche nella veste istituzionale di coordinatore regionale delle Città dell’Olio per la Calabria, c’è la seguente: “…tenere la Convention in Calabria rappresenta il lavoro dell’associazione nel raccontare tutto ciò che ruota attorno all’olio. E’ un evento che parla di noi e parla della nostra storia, della nostra tradizione, della nostra terra, di passato e di futuro”. “…orgogliosi come Città di ospitare la prima Convention nazionale dell’associazione Città dell’olio e penso che sia un bene che l’associazione abbia scelto la Calabria perché la Calabria ha ancora tanto da dare a questo settore, sia in termini di qualità del prodotto, ma anche nell’intermedio come turismo, col paesaggio ricco di storia e di tradizioni”.
“La storia delle nostre città spesso viene raccontata dal paesaggio e si intreccia con la storia della produzione dell’olio. Penso che sia un elemento che può essere valorizzato; deve essere conosciuto anche al di fuori della Calabria, al di fuori dell’Italia”.
Psicologi
Anche i psicologi raccontano i benefici miracolosi dell’olio d’oliva nei loro interventi. Non solo semplice produzione dell’olio ma una visione attorno all’aspetto ambientale, turistico, culturale, nonché anche psicologico. Infatti sono i Psicologi che raccontano come anche lui, l’olio, occupa campi oltre il semplice valore nutrizionale, ma funzioni ben più profonde e complesse, di competenza dei vari esperti.
Conclusioni su “La Carta della Calabria”
È il documento programmatico sottoscritto in questa prima “Convention Nazionale delle Città dell’Olio”. Tanti princìpi cardini si ricavano dalle seguenti frasi: “il futuro dell’olivicoltura italiana in una ampia visione oltre la semplice fondamentale produzione agricola,” “…ma anche come patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale e sociale.”
Insomma una Carta che pone al centro anche la tutela della biodiversità, la qualità del lavoro, lo sviluppo dell’oleo-turismo, il sostegno delle aree interne e la nascita delle Comunità dell’Olio, reti territoriali che uniscono Enti locali, imprese, ricerca, associazioni e cittadini per lo sviluppo sostenibile dei territori olivicoli. In sostanza, il lavoro svolto durante la “Convention”, confluito nella “Carta di Calabria”, costituisce, per importanza dell’iniziativa, il documento di raccolta di proposte, di riflessioni, di indicazioni strategiche emerse dal confronto e detta il percorso che, in qualche modo, l’olivicoltura del futuro è e sarà condivisa con gli Organi nazionali, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a quella dell’Istruzione, della Cultura, della Ricerca e della Salute, nonché con le Regioni e le amministrazioni comunali ed enti vari.


