Il presidente boliviano Rodrigo Paz ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo settimane di proteste contro l’aumento del costo della vita, trasformatesi in una crisi politica senza precedenti nei suoi primi mesi di governo. In un discorso alla nazione, Paz ha annunciato che la misura consentirà l’intervento di esercito e polizia per sgomberare i blocchi stradali che da 50 giorni paralizzano il Paese. «I boliviani non possono continuare a essere ostaggi di blocchi che impediscono loro di lavorare, studiare e ricevere cure mediche», ha affermato. Le manifestazioni, sostenute da sindacati, agricoltori e dai fedelissimi dell’ex presidente Evo Morales, chiedono le dimissioni del capo di Stato. I blocchi hanno provocato carenze di cibo, carburante e medicinali, aggravando una situazione economica già drammatica. Paz, insediatosi solo sette mesi fa, ha ereditato la peggiore crisi economica della Bolivia in una generazione: riserve valutarie in caduta libera, esportazioni di gas naturale crollate, inflazione ai massimi da 40 anni e scarsità di carburante. La scintilla è arrivata a maggio, quando il governo ha deciso di tagliare i sussidi ai carburanti per ridurre il deficit. I sindacati chiedono ora aumenti salariali, il ripristino dei sussidi e la fine della crisi dei dollari. Paz ha difeso la sua decisione, sostenendo di aver «esaurito ogni possibilità di dialogo» e accusando «gruppi organizzati» di voler destabilizzare il Paese con la violenza. Il mese scorso aveva già firmato una legge che autorizza l’intervento delle forze armate nei conflitti interni, pur definendo allora lo stato di emergenza un’“ultima risorsa”. Sul fronte internazionale, il presidente ha cercato di rafforzare i rapporti con Washington, presentando a settembre un piano di cooperazione economica da 1,5 miliardi di dollari per garantire l’approvvigionamento di carburante.
Bolivia in stato di emergenza: il Presidente Paz richiama l’esercito mentre la crisi economica incendia le strade
Redazione
“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.





