mercoledì, 20 Ottobre, 2021
Esteri

Downing street: Boris, Cummings e il ragazzo della porta accanto

Le dichiarazioni di Dominic Cummings sulla disastrosa gestione pandemica in Gran Bretagna hanno provocato un terremoto politico. Le accuse durissime dell’ex-braccio destro del Primo Ministro Johnson non hanno risparmiato nessuno, o quasi. Nella ricostruzione di Cummings, tra l’incompetente Johnson e il mentitore seriale Hancock passando per buona parte del Civil Service, l’unico a uscirne indenne è il Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak.

 

IL VELENO DI CUMMINGS

Fra i “leoni guidati da asini” descritti da Cummings nella sua testimonianza spicca una folta criniera bionda tra il grigiore collettivo: quella del Cancelliere Sunak. Il tempismo discutibile delle parole di Cummings sembra indicare che a motivarle ci sia qualcosa di più di una semplice presa di coscienza. La sintesi dei vari elogi che Cummings dedica a Sunak è la seguente: “Il Cancelliere ha svolto un lavoro eccezionale”. Dietro alle parole di Cummings potrebbe celarsi una mossa per mettere in risalto Sunak e, chissà, sostenere una sua futura candidatura a Primo Ministro.

 

IL CANCELLIERE DELLO STATO

Da sempre la persona più potente dopo il Primo Ministro a Whitehall, cuore pulsante del governo di Sua Maestà, è il Ministro dell’Economia – noto nel Regno Unito come Cancelliere dello Scacchiere. Non a caso la residenza ufficiale del Cancelliere si trova al numero 11 di Downing Street, proprio a fianco dell’iconico Number 10. Sunak, primo Cancelliere di origini indiane, vanta una carriera brillante alle spalle; laureato ad Oxford con master a Stanford ha lavorato alla Goldman Sachs prima di essere eletto deputato nel 2015. Visto da molti come astro nascente dei Conservatori ha rappresentato il partito al posto di Johnson nel dibattito televisivo per le elezioni del 2019.

 

CUMMINGS, IL GRAN MANOVRATORE

L’assist politico di Cummings a Sunak non può passare inosservato. Da sempre Cummings ha operato dietro le quinte, gestendo le campagne elettorali di Johnson e il rapporto con i media. Licenziato tra malumori coniugali e frequenti litigi con il premier, Cummings, dopo queste ultime dichiarazioni, ha tutta l’aria di un uomo in cerca di rivalsa. Può essere Sunak il suo cavallo di Troia?

Il partito Conservatore, seppur fresco di vittoria nelle recenti amministrative, non gode di ottima salute al suo interno. Johnson per adesso rimane il leader indiscusso. Ma la competizione comincia ad aumentare di numero. Tra il potente Michael Gove, la Ministra Truss (per molti la nuova Thatcher), e Sunak stesso, Johnson appare circondato. Se da amici leali o da competitor, solo il tempo lo dirà. Fatto sta che con il partito Laburista fortemente indebolito, e Johnson sotto attacco da vari fronti, è probabile che si apra una stagione di lotte intestine nel partito.

 

NUMERO 10

Le dichiarazioni di Cummings arrivano in un momento delicato per il governo Johnson. Rimane difficile prevedere le intenzioni di un abile stratega qual’ è Cummings. Nonostante ciò, ricordando l’esempio di James Callaghan e Gordon Brown, se Sunak, ragazzo della porta accanto, intendesse trasferirsi al numero 10 di Downing Street, non sarebbe certo il primo. Con o senza Cummings.

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