martedì, 22 Giugno, 2021
Società

Calano le assunzioni rispetto al 2020

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel corso del mese di gennaio sono state complessivamente 442.000, con una riduzione del 30% rispetto alla rilevazione dello stesso periodo del 2020 (650mila) e del 40% rispetto al mese di dicembre 2020. La contrazione riflette il ritorno nei mesi autunnali e invernali di un’incidenza rilevante della pandemia da Covid-19. In particolare, maggiori flessioni si registrano sugli intermittenti (-53%), su quelli in apprendistato (-34%) e le assunzioni tempo indeterminato (-38%), seguite dalle assunzioni a termine (-31%), dai contratti stagionali (-27%) e dai somministrati (-17%). E’ da ricordare che si tratta comunque di dati provvisori, destinati ad essere rivisti al rialzo poiche’, di norma, il dato di gennaio viene successivamente rettificato alla luce dei flussi informativi di febbraio che in media trasmettono anche dati residui del mese precedente. Lo rende noto l’Osservatorio sul precariato dell’Imps.

Le trasformazioni da tempo determinato di gennaio sono state 50.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso mese del 2020 (-42%). Nel mese di dicembre, pero’, sono state registrate 94.000 trasformazioni, da ricondurre alle agevolazioni del decreto “Agosto” (DL 104/2020) che scadevano a fine anno.
Risultano invece in crescita del 16% le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo.

Le cessazioni sono state 319.000, con un calo del 37% rispetto a gennaio 2020, quando ne erano state registrate 505.000. Anche in questo caso, la dinamica di contrazione ha interessato tutte le tipologie contrattuali. Nel mese di gennaio 2021, 3.237 rapporti di lavoro (1.912 assunzioni e 1.325 trasformazioni) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (Legge 205/2017).

Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro (differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese osservato rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente). Gia’ in modesta flessione negli ultimi mesi prima della pandemia, il saldo ha subito un drastico ridimensionamento a marzo 2020 ed e’ diventato negativo ad aprile 2020 (-301.000): la caduta dell’attivita’ produttiva dovuta all’emergenza sanitaria e il rinvio delle assunzioni hanno fatto toccare il valore piu’ basso a giugno (-381.000). A luglio si e’ avviata un’inversione di tendenza (-272.000), proseguita fino a novembre (-98.000). A dicembre, con la seconda ondata della pandemia, c’e’ stato un nuovo peggioramento che ha determinato una perdita di 116.000 posti di lavoro rispetto allo stesso momento dell’anno precedente.
A gennaio 2021 il saldo tendenziale e’ ulteriormente peggiorato:
-137.000 rispetto a gennaio 2020.

Risultato positivo del tempo indeterminato (+215.000) grazie alle norme straordinarie in vigore (ampia possibilita’ di accesso alla cassa integrazione e blocco dei licenziamenti) e al contributo rilevante delle trasformazioni a dicembre.

Moderatamente negativo l’andamento dell’apprendistato mentre il lavoro somministrato risulta meno segnato nella seconda ondata della pandemia rispetto ai mesi tra primavera ed estate 2020. Gli altri contratti a termine (tempo determinato, stagionali, intermittenti) evidenziano tutti risultati negativi:
complessivamente, a gennaio 2021 sono risultate 363.000 posizioni di lavoro in meno rispetto a gennaio 2020.

A gennaio 2021, i lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) sono stati 9.000 (in calo rispetto a gennaio 2020), con un importo medio mensile lordo di remunerazione effettiva di 247 euro.
I lavoratori pagati con i titoli del Libretto di Famiglia (LF) sono stati 13.000 (in aumento rispetto a gennaio 2020), con un importo medio mensile di remunerazione effettiva di 175 euro.

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