domenica, 26 Settembre, 2021
Attualità

Il drone su Marte riapre la storia dello spazio

Ingenuity è un piccolo drone ad energia solare, il cui peso non supera gli 1.8 kg. Era giunto su Marte lo scorso 18 febbraio insieme al rover Perseverance (ne avevamo parlato qui) il quale ci ha già consegnato importantissime e spettacolari testimonianze del panorama e del terreno marziano. E’ stato il primo oggetto a volare su un pianeta diverso dalla Terra in modo totalmente autonomo, pilotato da un sistema di guida, controllo e navigazione di bordo gestito attraverso algoritmi sviluppati dal gruppo di tecnici del JPL – Jet Propulsion Laboratory. Poiché i dati dovrebbero essere trasmessi da Marte verso la Terra e poi tornare indietro, percorrendo centinaia di migliaia di km, con relativo scarto temporale, il velivolo non può essere comandato da un sistema di guida remoto controllato dalla Terra.  

 

POCHE MOLECOLE D’ARIA

L’importanza della missione di Ingenuity va ricercata nelle caratteristiche di Marte. Il pianeta, infatti, ha una gravità inferiore di circa un terzo rispetto a quella della Terra e un’atmosfera molto rarefatta con solo l’1% della pressione sulla superficie se paragonata a quella del nostro pianeta. Vi sono poche molecole di aria alle quali le pale del rotore del drone possono “aggrapparsi” per salire in quota. Come dichiarato dalla NASA, volare vicino alla superficie di Marte può essere paragonato ad un volo sulla Terra ad 87.000 piedi; il record di volo di un elicottero sul nostro pianeta è fermo a 41.000 piedi.  

 

LO SPAZIO “DOMINIO OPERATIVO” PER LA NATO

La corsa verso altri pianeti è iniziata ed è una delle più importanti sfide del futuro. E’ su tale fronte che, verosimilmente, si consumeranno i prossimi confronti geopolitici tra i più grandi attori internazionali. Tra questi, oltre agli Stati, vanno sicuramente ricomprese grandi aziende come SpaceX di Elon Musk o Blue Origin di Jeff Bezos. Oltre all’esplorazione spaziale, infatti, le aziende private impegnate in tale settore vogliono utilizzare lo spazio per realizzare il cd. internet globale, ossia la diffusione di internet anche nelle aree più remote del pianeta. 

La NATO, nel 2019, ha riconosciuto lo Spazio come ulteriore dominio operativo insieme ai tradizionali Terra, Aria, Mare e a quello Cyber. Occorrerà fissare regole chiare e internazionalmente condivise, nonché stabilire modalità di cooperazione tra attori pubblici e privati affinché lo Spazio non diventi un ulteriore terreno di scontro nei prossimi anni.  

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