sabato, 24 Luglio, 2021
Società

Testimoni di fede

Studenti e giovani che vanno oltre  i banchi di scola. Dirigenti scolastici, sacerdoti e cittadini che vivono la fede nella quotidianità, non hanno esitato a prendere carta e penna e scrivere una testimonianza di fede, di amore a Dio e alla Chiesa, grazie allo zelo e alla testimonianza di fede di Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Una per tutte proponiamo quanto scritto da un papà, da Filippo Gandolfo che in una cittadina come San Giuseppe Jato, racconta e documenta un singolare amore verso la Chiesa del Risorto. Filippo Gandolfo, sposato e padre di due figli è membro del Consiglio Pastorale della Diocesi di Monreale.

“Ascoltare, vedere e agire come Maria ha fatto, in nome di Dio”.

Come fedeli facenti parte della Valle dello Jato, ove si conservano una secolare devozione mariana testimoniata dalle numerose Chiese, cappelle, edicole votive nei Comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello che si trovano nella parte occidentale della Sicilia a circa venti chilometri da Monreale , veniamo incoraggiati dal nostro Pastore e Arcivescovo di Monreale sua Eccellenza Monsignor Michele Pennisi a “Vivere imitando la Vergine Maria, obbediente e umile in tutte le cose” ricordandoci che la devozione mariana aiuta a mantenere pura la fede e a difenderla da attacchi ed eresie che oggi avvengono contro la Chiesa.

Non è senza emozione e commozione che si prova ad esprimere e condensare in pochi minuti i sentimenti di profonda gratitudine, di filiale e sincero affetto, di indelebile riconoscenza per il suo servizio di pastore tra la gente delle nostre parrocchie, ma ovviamente Il primo ringraziamento va innanzitutto al provvidente disegno di Dio che ci ha fatto dono della guida di Mons. Michele, che serve con amorevolezza, semplicità e autorevolezza, la diocesi di Monreale nel cammino verso Cristo speranza dell’umanità.

È motivo di gratitudine la vicinanza alla gente, testimoniata dal confidenziale e affettuoso incipit di tanti suoi interventi: “amici miei”. È stato il modo più semplice ed efficace per dar eco alle parole di Gesù, che ancora oggi ci ripete “vi ho chiamato amici”. Di questa amicizia, la comunità Jatina ne è profondamente grata , e in modo particolare noi laici che in questi anni siamo stati chiamati e invitati alla corresponsabilità nel servizio ecclesiale non solo all’interno della parrocchie e degli uffici diocesani, ma soprattutto e fondamentalmente nel territorio e nelle situazioni di particolare bisogno umano.

È motivo di gratitudine il suo condividere con la comunità diocesana le sue più intime passioni come l’amore per la letteratura, ed in questo penso alla sua splendida prefazione del testo mariano “Ha rovesciato i potenti ha innalzato gli umili” curato dalla mia persona in collaborazione con il Prof. Nicolò Mannino, un testo che prende vita proprio nella Valle dello Jato, dove viene elevata come una luce sfolgorante la devozione a Maria, un’insieme di riflessioni che hanno colto i sogni, le speranze, i drammi, le passioni, le emozioni nelle più diverse situazioni umane.

È motivo di gratitudine per tutti gli incontri scanditi da piccoli ma significativi gesti: i sorrisi, gli abbracci, una battuta sempre pronta per incoraggiare, i modi sempre amorevoli, lo sguardo accogliente. Porteremo in cuore le sue benedizioni e che più volte ci ripete nei suoi messaggi di ricordarci che siamo Chiesa in cammino verso la santità, sulle orme del Risorto il cui “amore è per sempre”. Fiduciosi che, l’Arcivescovo Mons. Michele Pennisi, con la sua guida di pastore ci continui ad indicare la strada, e consapevoli che la sua preghiera ci ha sostenuti, ci sostiene e ci continuerà a sostenere sempre nell’indelebile legame fraterno in Cristo.

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