martedì, 13 Aprile, 2021
Italia start-up

Un ecosistema senza strategia

In un momento in cui l’Italia vive una crescente emergenza economica ed occupazionale, ho accolto con gran piacere l’invito del caro amico, Giuseppe Mazzei a curare una rubrica dedicata alle startup. Un tema spesso fin troppo sottovalutato nonostante i numeri che esprime e nonostante rappresenti le speranze di crescita futura di lungo periodo di ogni Paese.
Come suggerito da Mazzei, questa rubrica si chiamerà “Italia start-up”, proprio in virtù dello stretto legame tra la crescita dell’economia delle startup e le prospettive di crescita economica ed occupazionale del nostro Paese. Però avremmo potuto chiamarla “Italia stand-up”, vediamo perché.


L’economia globale delle startup è stata stimata a fine 2020 a quasi 3.000 miliardi di dollari, un valore che potrebbe corrispondere al PIL di un’economia del G7. Come elemento di confronto si tenga conto che il PIL italiano nel 2020 è stato pari a 1.647 miliardi di euro. Ma come si posiziona l’Italia sul panorama internazionale? I numeri sono chiari: nessuna città italiana compare tra i primi 30 ecosistemi di startup a livello mondiale. Top 30 Global Startup Ecosystems.

Top 30 Global Startup Ecosystems

Fonte: Startup Genome

Se però andiamo a guardare i cosiddetti Runners-up, la classifica dei primi 100 ecosistemi emergenti, Milano si posiziona al 30° posto e Roma al 74°. Nessun’altra città italiana si posiziona tra le prime 100.

Ma quali strategie bisognerebbe adottare per favorire lo sviluppo delle startup nel nostro paese? Occorre tenere presente che le startup difficilmente crescono da sole, occorre un solido ecosistema che le sostenga.

Sono necessarie organizzazioni che favoriscano l’accesso al capitale, agli acceleratori e alle risorse professionali. Sono necessarie organizzazioni che consentano agli startupper di formarsi, di confrontarsi e di fare networking. Infine, sono necessarie iniziative che consentano alle startup di farsi conoscere dal mercato possibilmente a basso costo. Vediamo cosa si sta facendo al riguardo.

L’attenzione delle istituzioni sul tema delle startup è in crescita, lo dimostra il sostanzioso impegno di Cassa Depositi e Prestiti che ha dato vita al Fondo nazionale innovazione, dedicato a supportare le startup italiane. Un soggetto unico capace di riunire risorse pubbliche e private e con una dotazione complessiva di assoluto rilievo: un miliardo di euro. Come si legge in una nota della nuova società «Nasce per accelerare la crescita dell’ecosistema del venture capital italiano e portarlo, per dimensioni dei capitali investiti e per la numerosità e qualità degli operatori presenti, al livello dei migliori Paesi europei».

Si tratta di un impegno rilevante ed apprezzabile ma che al momento favorisce il solo ruolo del Venture Capital. C’è da augurarsi che in futuro il focus si concentri sullo sviluppo dell’intero ecosistema. Una strategia che potrebbe vedere la crescita di distretti anche in distretti di piccoli comuni e non solo nelle grandi città così da favorire la crescita dell’indotto. Il Governo Draghi si è appena insediato, vedremo quali decisioni strategiche verranno prese in questa materia.

Top 100 Emerging Ecosystem Ranking

 
Fonte: Startup Genome

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