sabato, 17 Aprile, 2021
Società

“Se incidi nel cuore degli ultimi. Sei credibile”

Nei loro occhi vi è tutta la tenerezza di chi chiede con lo sguardo un briciolo di attenzione tra il caos e l’indifferenza che miete le giornata spesso monotone e prive di sbalzi di gioia. nelle loro mani solo un fazzoletto accartocciato con silenzi che nessuno conoscerà mai. Sono gli ultimi, quelli che la “borghesia” ama tenere lontani perché fanno storia ma creano problemi nella cronaca delle ventiquattro ore.
Gli “ultimi” quelli che sono follemente amati e cercati da chi ha diviso la storia in due parti e proprio per loro ha dato tutto di se: un certo Gesù di Nazareth. Gli “ultimi” sono meravigliosamente veri: non conoscono l’inganno e la retorica dei malpensanti, loro che hanno una fede forte e incrollabile. Sono gli ultimi” che amano la vita e chiedono all’Autore della Vita di essere sempre nel suo cuore e nei suoi pensieri.

Per loro, il personaggio numero uno dei Vangeli, ha coniatole “beatitudini” e ha inciso sulla roccia (come dice Don Tonino Bello) “ti amo sulla roccia, poiché tu possa dire a tutti che non si è mai vergognato di te”. Gli ultimi, simile a stelle luminose che brillano nel firmamento della vita e hanno cuore e sguardi limpidi che sanno scorgere il vero senso dell’esistenza.

Basterebbe scrutare la vita di Francesco D’Assisi, di Teresa di Calcutta, la bellezza di cuore dell’adolescente Carlo Acutis, di tanti e tante che hanno trovato la chiave giusta per aprire il cuore di chi non ha titoli da sfoggiare e mansioni da vendere. Incidere nel cuore di chi non può ricambiare, vuol dire agire con quella trasparenza di onestà vera che rende ogni uomo un autentico ambasciatore di fraternità.

Incidere senza chiedere di essere ricambiati, scrivere con il pennarello dell’accoglienza e abbracciare chi non puzza di perbenismo. Gli ultimi che sono i “primi” nel core di Dio che a tutti chiedere di dar vita a una vera Pasqua nel suo cuore e in quello di chi sta vicino. Solo se incidi fortemente nell’animo degli ultimi la tua fede sarà vera, forte, credibile e proiettata verso quell’abbraccio finale che rende tutti figli dello stesso padre. Che meraviglia gli ultimi, almeno loro sanno guardare tutto a viso scoperto e chiedere a Dio di dare loro ciò che serve  e mai ci ho che avanza.

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Redazione

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