lunedì, 28 Settembre, 2020
Greta Thunberg - Malizia II
Ambiente

La vela di Greta fa sognare

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Senza comodità, emissione zero, lotta all’inquinamento, ma in Italia i giovani per ora diffidano di ogni organizzazione ambientalista che faccia sul serio. Così Greta Thunberg, la 16enne ambientalista svedese, favorita per il premio Nobel, è salpata verso l’Atlantico, a bordo del veliero Malizia II, guidata dagli skipper Boris Herrmann e Pierre Casiraghi di Monaco per raggiungere New York dove parteciperà al grande evento per il clima promosso dell’Onu per il 23 settembre.

La giovane attivista di Stoccolma, icona planetaria degli adolescenti che si battono per l’ambiente, assieme ai suoi compagni di viaggio, assicura che la traversata sarà impegnativa perché ad “emissione zero” e senza nessuna comodità. A spingere il veliero sarà solo energia eolica grazie a pannelli solari e turbine sottomarine. “Malizia II”, è stata messa a disposizione dalla “Prince Alberto II of Monaco Foundation”, ed ha preso il largo in questi giorni da una località sconosciuta del Sud dell’Inghilterra.

Il viaggio sarà anche l’occasione per magnificare il ruolo della paladina del neo ambientalismo, è anche dei suoi blasonati accompagnatori. A bordo infatti ci sarà anche suo padre Svante Thunberg, il regista Nathan Grossman di B-Reel Films che girerà un documentario sulla traversata, lo skipper professionista Boris Herrmanne oltre al fondatore del team Malizia, Pierre ossia il terzo figlio della principessa monegasca nonché marito di Beatrice Borromeo.

Presenti a bordo alcuni ricercatori che raccoglieranno campioni durante la traversata. Fin qui tutto bello, le notizie della traversata finiscono qui, anche per tenere al riparo l’iniziativa della invadenza dei media, per evitare polemiche inutili, che avrebbero forse turbato la serenità dei protagonisti. Eppure la vela di Greta rischia d non accendere gli entusiasmi. Sulla difesa dell’ambiente, infatti, sarà lotta dura, per due motivi. Il primo perché al di là dei commenti positivi di facciata di capi di Stato e di multinazionali sarà difficile trovare un accordo nel merito dei problemi da risolvere che non sono affatto semplici.

Il secondo motivo è l’intransigenza del neo ambientalismo. Un solo esempio per capire le difficoltà. Greta (ricevuta in Italia con gli onori riservati ai capo di Stato è stata accolta in Senato e in Vaticano) per convinzione non prende aerei intercontinentali perché, “un solo volo intercontinentale”, spiega, “può cancellare venti anni di raccolta differenziata”. Quindi nello scenario degli ambientalisti seguaci di Greta, a livello mondiale, dovrebbero cambiare radicalmente usi e costumi. Un cambio così netto far fermare l’intera economia mondiale. Per gli ambientalisti, infatti, non c’è più tempo da perdere, vanno attuate soluzioni radicali.

Siamo vicini a un punto di crisi forse irreversibile e il riscaldamento globale è una emergenza che va combattuta da subito. Inoltre i temi ambientali, con l’aggiunta dei pericoli che corriamo per gli effetti nefasti dell’inquinamento, sono diventati nei media e nelle agende dei governi prioritari. Titoli di giornali e televisioni sono sempre più allarmanti, dagli incendi in Siberia, alle devastazioni dei tornadi, ai ghiacciai che di sciolgono, fino ai fatti di casa nostra dove nei primi sei mesi del 2019 il maltempo, con forza tropicale, ha messo in ginocchio l’intero settore agricolo con tempeste di grandine, pioggia e vento.

Dai titoli dei media, alla realtà tuttavia le cose cambiano. Nel senso che c’è una grande presa di coscienza ma in pochi, (pochissimi), sono disposti a cambiare abitudini e comodità quotidiane. L’indagine condotta da Ipsos e l’Istituto per gli studi di politica internazionale, chiarisce che i giovani – per prendere in esame un campione di ragazzi alla Greta – si mostrano attenti al tema ma anche disimpegnati politicamente o, ad aderire, in associazioni di attivisti Verdi. Manifestazioni pro ambiente, con l’arrivo di Greta in Italia, si sono tenute a: Roma, Milano, Torino, Pisa, Genova. In tantissime altre città e paesi. C’è un sentimento dei giovani in favore dell’ambiente. Lo documenta anche un’indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, con il sostegno della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo, su un campione di 2000 giovani nati tra il 1982 al 1997.

“Difficile”, scrivono gli analisti del sondaggio, “trovare un argomento sul presente e futuro collettivo in grado di raccogliere un riconoscimento così trasversale, non solo sulla sua importanza, ma anche sulla necessità di impegnarsi in prima persona”. Dalle cifre emerge che i giovani di sentono attratti e “molto” interessati. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Meno di un giovane su quattro sull’ambiente: “si tiene informato in modo sistematico e non solo occasionale”. Solo il 10% sa veramente cosa sia lo sviluppo sostenibile e i sacrifici e le rinunce pesanti che bisogna fare per essere coerenti. Inoltre, “l’80% è poco attratto dalle associazioni oggi attivamente impegnate su questi fronti”. Insomma c’è il rischio che moda, gossip, intrattenimento, le iperboli, come il viaggio di Greta e Casiraghi a bordo della Malizia, sono icone mediatiche, ma nella realtà la rinuncia agli stili di vita rimangono davvero lontani dall’essere seguiti.

Se guardiamo i risultati politici ed elettorali dei partiti ambientalisti l’Italia è fanalino di coda di altri Paesi europei. L’impegno e la determinazione, degli ambientalisti alla Greta, infatti, significa più informazione, più consapevolezza dei rischi che il pianeta sta correndo, più azioni concrete di rinuncia agli stili di vita attuali e “comodi” dei giovani. Una reale passione e adesione alle economie Green non è solo un enunciato o uno slogan ma un impegno severo. Serve, in altri versi, una forte, personale presa di coscienza consapevole.

Ma c’è tutto questo in Italia? Per dirla con le parole del “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo – “Non si tratta solo di difendere il pianeta”, osserva Alessandro Rosina, demografo e componente di greerenport che guarda con interesse positivo ai giovani, “c’è un nuovo modello sociale e di sviluppo da costruire, con meno squilibri e più sostenibile, che ha bisogno del protagonismo positivo delle nuove generazioni”.

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