domenica, 28 Novembre, 2021
Attualità

Turi (Uil scuola): maturità in sicurezza

L’obiettivo per la scuola è la sicurezza, per gli insegnanti e gli studenti, e in vista degli esami di maturità il problema si fa più stringente. A dare un segnale sulle cose da fare è la Uil, con il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, che sottolinea come il primo passo del Governo nel riconfermare l’esame di maturità in tempo di Covid è una scelta accettabile.
“Sulla maturità la sicurezza è al primo posto”, osserva Turi, “È il presupposto necessario per insegnanti e studenti e va ancora costruita”, ricorda Pino Turi entrando nel merito delle ordinanze sugli Esami di Stato. “La soluzione messa a punto”, ricorda Turi, “che prevede che gli esami finali si concertino su una prova orale, che sarebbe più corretto definire colloquio multidisciplinare”, sottolinea Turi, “presentato da un elaborato in cui il candidato possa esprimere le proprie conoscenze e dimostrare di aver raggiunto la maturità – è quella che ripercorre il  metodo dello scorso anno che ha dato buoni risultati”.
Al contrario oggi in una situazione di piena emergenza sarebbe impossibile mettere mano ad altre soluzioni, l’unica via percorribile è quella formalizzata nelle ordinanze rese note per i prossimi esami di Stato.
“Sarebbe sbagliato ricominciare daccapo”, fa presente il segretario generale della Uil Scuola, “In effetti sia sul piano della pandemia, che su quello del lavoro scolastico, poco o niente è cambiato.
Il ritorno ad un esame che valuti la maturità, il senso critico e la possibilità per ciascuno stende di poter valorizzare il proprio talento”, aggiunge Turi sottolineando come con l’ex ministro Azzolina i sindacati si siano trovati su molti punti in disaccordo, “si scontra piuttosto con l’idea ossessiva di voler procedere alle prove standardizzate dell’Invalsi”. Dal momento che c’è in carica un nuovo Governo le indicazioni della Uil sono la riconferma di dare il via a riforme vere.
“Ugualmente sarebbero da ripensare le attività dei percorsi di alternanza”, illustra Tuti, “sui quali vorremmo conoscere quanti hanno potuto svolgerle in un ambiente positivo e utile.
Sono bandierine ideologiche che dovrebbero essere viste nella loro dimensione reale”, precisa Turi, “dopo il Coronavirus.
Su questo punto, apre nuovi spazi di riflessione, quanto affermato dal presidente del Consiglio nel suo discorso programmatico quando ha fatto riferimento ad interventi specifici sugli ITS, indicando la strada della formazione finalizzata al lavoro che è fase successiva a quella della maturità”.

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