martedì, 18 Maggio, 2021
Salute

OMS. Tumore al seno prima neoplasia al mondo e in Italia

Una ascesa inarrestabile favorita da cause non ancora del tutto chiare e dai mancati costanti controlli. Così peggio del Covid, del virus con le sue mutazioni, c’è il tumore al seno che nel mondo e in Italia, rimane la patologia più pericolosa, ed ora, anche la prima tra le neoplasie.

A certificare il balzo in avanti è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha dichiarato come il tumore al seno abbia superato quello al polmone come patologia oncologica più comune. La crescita è stata notevole giacché rappresenta circa il 12% dei nuovi casi all’anno di tumore in tutto il mondo. Un primato che dovrebbe far riflettere perché le campagne di prevenzione ci sono così come i maggiori controlli, sotto osservazione ci sono ora gli stili di vita sbagliati che portano a disturbi alimentari e all’obesità. “Ora il tumore al seno costituisce la neoplasia più diffusa a livello globale”, ha sottolineato l’OMS, alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro, che si è tenuta giovedì 4 febbraio. Quello del polmone è stato il tumore più comune negli ultimi due decenni, ma ora è al secondo posto davanti al cancro colorettale, la terza forma tumorale più diffusa.

A livello globale lo scorso anno sono stati diagnosticati circa 2,3 milioni di nuovi casi di tumore al seno, l’11,7% di tutti i nuovi casi di cancro.

Nuovi studi hanno portato l’Oms a sottolineare che nelle donne l’obesità è un fattore di rischio comune per tumore al seno e sta facendo aumentare i casi di cancro in generale. Mentre la popolazione mondiale cresce e l’aspettativa di vita aumenta, si prevede che il cancro diventi sempre più comune, “arrivando”, secondo le statistiche Oms “a circa 30 milioni di nuovi casi all’anno nel 2040 dai 19,3 milioni del 2020”. Per l’Organizzazione mondiale della sanità un terzo dei decessi per cancro sono dovuti a uso di tabacco, indice di massa corporea elevato, scarso consumo di frutta e verdura, mancanza di attività fisica e abuso di alcool.
La prevenzione e la terapia delle patologie oncologiche deve fare i conti anche con la pandemia con conseguenze pesanti su diagnosi, ricerca e stress per gli operatori sanitari. In Italia la situazione è in linea con i dati mondiali. Complessivamente sono state 377 mila le nuove diagnosi di tumore nel 2020. Sei mila in più rispetto allo scorso anno. E anche in Italia la graduatoria è aperta dal tumore al seno, seguito dal colon retto, e polmone che sono i più diffusi. Non mancano però le buone notizie: sono circa 3,6 milioni le persone vive dopo la diagnosi. Un numero importante, il 37% in più rispetto a 10 anni fa. È lo scenario di ciò che emerge dal volume “I numeri del cancro in Italia 2020”, rapporto presentato dall’Istituto Superiore di Sanità e frutto della collaborazione tra diverse è importanti associazioni che si battono contro i tumori: AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPEC-IAP.

Restando ai numeri il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2020, è il carcinoma della mammella (54.976, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi), seguito dal colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074) e vescica (25.492).

In particolare, nel sesso femminile, continua la crescita del carcinoma al polmone con un più 3.4% legata all’abitudine del fumo di sigaretta, il principale fattore di rischio oncologico. Dall’altro lato, si impone il “caso” del colon-retto, in netto calo in entrambi i sessi, grazie all’efficacia dei programmi di screening, nel 2020, i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in diminuzione del 20% rispetto al picco del 2013.

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