domenica, 11 Aprile, 2021
Società

La memoria dell’olocausto accenda i nostri cuori

La data del 27 gennaio fa sempre male: fa ricordare l’atrocità disumana che vede l’essere umano (scusate se non scrivo “uomo” perché mi sembra che sia n’altra cosa) rivelarsi carnefice e diabolicamente predisposto a uccidere l’Uomo espressione di Amore e di Bellezza del Dio creatore.

I forni crematoi puzzano ancora di vendetta e fanno comprendere a tutti gli uomini e le donne di tutti i tempi cosa vuol dire essere accecati dall’odio e dalla prepotenza. Bambini denudati dalla loro dignità come i loro genitori e le donne e tanti che umiliati, derisi, sporcati e senza veli sono andati incontro alla morte dopo n numero tatuato nel braccio. Ecco cosa sa fare l’uomo abbrutito da ciò che non è vita, gesti che non hanno bisogno di commento poiché tutto si svela sotto gli occhi sgranati dall’impossibilità di comprendere. Fermiamoci a riflettere: quante volte anche il cuore mano diventa forno crematoio?

Quante volte tante persone sono state prigionieri dell’inganno umano e poi bruciati nella stanza segreta dei ricordi invocando vendetta e orrore per chi non ha agito secondo i parametri del nostro pensare? Cuori umani divenuti forni crematoi solo pensando volutamente male del prossimo, scrivendo una vendetta e sentenza che sa di morte anche col mezzo sorriso sulla labbra. Cuori crematoio che bruciano la dignità di coloro che prima sono stati provocatoriamente chiamati amici e poi bruciano con il chiacchiericcio infangante umiliando e sciogliendo fra le fiamme dell’inganno quanti hanno condiviso un cammino di vita.

Cuori che uccidono, che sentenziano, che rinnegano Dio e tutto ciò che sa di Lui. Senza Dio tutto è morte, i forni crematoi  dell’anima non danno pace e non regalano notti serene. Cuori che sono forni dove la bellezza viene ridotta in cenere e bruciano ancora quando l’arroganza la cattiveria la solitudine da schizofrenia non danno pace ai giorni di molti. Uomo di tutti i tempi non divenire carnefice della tua morte: se uccidi il tuo fratello lo fai solo perché già sei un “morto che cammina”. Libera il tuo cuore da ogni incendio di odio e ritorna e riabbracciare la tua storia. Cura le tue ferite e tira fuori dal tuo forno crematoio chi non vuole morire ma vivere perché la Vita è un dono per tutti. Pensaci e agisci subito prima che sia troppo tardi e tu rischi di morire tra il fuoco dei tuoi inganno. Auschwitz sei tu quando sbarri il cancello della tua vita verso l’odio e non sai abbracciare chi attende un abbraccio d’amore.

Sponsor

Articoli correlati

L’Italia adotti la definizione di antisemitismo

Giuseppe Mazzei

Foibe: Mattarella, “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”

Redazione

8 Marzo: tornano le farfalle gialle di Terezin a sostegno delle donne nei campi profughi

Cristina Calzecchi Onesti

Lascia un commento