sabato, 27 Febbraio, 2021
Sanità

Modello Pisa: terapie intensive aperte a familiari pazienti. Ora in tutta Italia

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Ora si muova Conte. Il primario del reparto di Rianimazione dell’Ospedale Cisanello di Pisa ha aperto le porte ai parenti dei pazienti in terapia intensiva da una ventina di giorni. Si chiama Paolo Malacarne il primario e  in un post Facebook ha scritto: “Per umanizzare le cure”.

“Nei giorni scorsi – si legge nel post- entrando e uscendo dal lavoro, ho visto più volte appeso alla cancellata dell’ospedale di Cisanello uno striscione che diceva più o meno così: ‘Ridiamo il sorriso alle bimbe e ai bimbi pazienti oncologici’: in sostanza, a causa delle restrizioni all’accesso in ospedale imposte dal Covid, l’Associazione Ridolina ha dovuto interrompere la presenza ormai ventennale dei clown-dottori nel reparto di Oncoematologia Pediatrica di Pisa, dopo aver fatto negli ultimi 3 mesi la sua attività sotto un tendone montato all’aperto nel giardino sottostante la pediatria a S. Chiara”.

Alla fine il rischio è minimo si avverte: “Da molti anni nella rianimazione dove lavoro, i familiari dei malati ricoverati possono entrare dalle 12,30 alle 23,30 ininterrottamente, sedendosi accanto al letto del malato, sia esso in coma o sveglio: è la cosiddetta “Terapia Intensiva aperta”, che in tutti questi anni non ha generato una sola infezione in più, ma ha invece generato una umanizzazione delle cure tale per cui, paradossalmente, quando trasferiamo i nostri malati nei reparti di degenza ordinaria dove ‘il passo’ è molto più restrittivo, i familiari e i malati stessi vivono una separazione non spiegabile”.

Entusiastici i commenti sotto il post: “Una grandissima persona di una professionalità e umanità unica!! Grazie per tutto quello che umanamente e stato possibile per mia madre!! Anche se lei non e più con noi gliene sarà eternamente grata da lassù…”.

E ancora: “Lo conosciamo bene io e la mia famiglia ma anche il suo staff di infermieri… senza di loro mio padre non era più su questa terra!” e “Gesto di grande umanità”.

In tanti si congratulano con lui: “Bravo Paolo, un piccolo (non tanto) impegno per voi, un grande dono a pazienti e familiari, Davvero complimenti! Carlo”.

(Lo_Speciale)

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