martedì, 19 Gennaio, 2021
Sanità

Calabria, sul commissario è “commedia all’italiana” fra medici ed ex prefetti

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La nomina del nuovo commissario per la Sanità in Calabria sta assumendo i contorni di un’autentica “commedia all’italiana”.

Ieri infatti era circolata l’indiscrezione che vedeva sul trampolino di lancio il direttore dell’Asl Roma 6 Narcisio Mostarda e si attendeva il Consiglio dei ministri per ratificare la nomina. Ma dal Cdm è invece uscita una nuova fumata nera. Sembra che il nome di Mostarda abbia incontrato forti resistenze e sarebbe già “bruciato”, ovvero non più spendibile.

La nomina del medico e dirigente dell’Asl romana, considerato molto vicino al segretario dem e governatore del Lazio Nicola Zingaretti, non sarebbe risultata gradita al Movimento 5 Stelle che avrebbe avanzato in alternativa la candidatura dell’ex prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta. Alla fine probabilmente non la spunterà nessuno dei due, visto che si starebbe già lavorando su altri nomi.

Pare che i 5 Stelle abbiamo bocciato Mostarda in virtù del suo passato di assesore al Comune di Frosinone in quota Pd, sostenendo che sarebbe stato opportuno puntare su un profilo più istituzionale e meno politico. Così ecco spuntare il nome di Varratta che i pentastellati ritengono avere tutte le carte in regola, in quanto ex prefetto e dunque profondo conoscitore della realtà calabrese. Ma i dem non avrebbero affatto gradito la bocciatura di Mostarda, il cui nome sarebbe stato portato al tavolo del governo dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in accordo con quello della Salute Roberto Speranza; e alla fine, dopo oltre tre ore di discussione, si è deciso di non decidere.

La sanità calabrese resta ancora senza commissario, dopo tre flop clamorosi verificatisi nel giro di poche settimane. Ora si starebbe cercando un nuovo nome che possa mettere tutti d’accordo. E intanto resta in panchina Gino Strada al quale il governo vorrebbe affidare un ruolo esterno, non propriamente quello di commissario, ma di responsabile dell’organizzazione degli ospedali anti-Covid.

Ma intanto appare evidente come nel governo non sappiano più che pesci pigliare, fra chi continua a pescare nell’orticello del partito e chi invece non vuole commettere altri sbagli. Ormai sulla nomina del commissario calabrese, l’esecutivo si sta davvero giocando la faccia, fra un primo commissario ignaro delle proprie funzioni, un secondo che ridicolizzava Covid e mascherine, e l’ultimo che si è chiamato fuori perché la moglie non voleva trasferirsi in Calabria. Se non è una telenovela questa. 

(Lo_Speciale)

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