sabato, 27 Febbraio, 2021
Politica

Dpcm a colori. La comunicazione furba di Conte e quella sbagliata dell’opposizione

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C’è la realtà e la comunicazione, ci sono i fatti e la narrazione. Purtroppo dagli Usa all’Italia, la propaganda costruita a tavolino sta prendendo il sopravvento. A discapito della verità.

Trump, come abbiamo ampiamente anticipato, percorrerà la strada giudiziaria e della contrapposizione, con gli effetti che possiamo immaginare. Biden, quella ecumenica, buonista del vincitore (lo abbiamo sentito ieri), richiamando un’America democratica, classica, che non esiste più (gli Usa, come parecchi paesi europei, a partire dall’Inghilterra, sono ormai divisi tra città metropolitane, laiciste e cosmopolite, tutte uguali, e le eterne Vandee, le province profonde, che esprimono valori conservatori e sovranisti). Impossibile conciliare questi mondi.

Da noi poi, stiamo vivendo una farsa annunciata da tempo. Già da qualche mese eravamo sicuri che Conte ci avrebbe portato al lockdown generale. Lo Speciale lo ha scritto a chiare lettere: abbiamo parlato di “strategia della manopola” e “della rana bollita”. Lui ci sta arrivando gradualmente, spaventando e colpevolizzando gli italiani. Abilmente “consigliato”, il presidente del Consiglio “fa sempre la cosa giusta”. A differenza della prima ondata del virus, questa volta ha fatto finta di capire le esigenze dei cittadini (specialmente dopo le sommosse di Torino, Milano, Roma, Napoli), ha mandato avanti i talebani dello “Stato etico sanitario”, che popolano il suo governo (equamente ripartiti tra “soloni in camice bianco”, grillini e dem), e successivamente, ha accettato “con dolore” il corso negativo della storia pandemica. Peggioramento dei dati (tutti da dimostrare e decodificare bene, al netto della strategia del terrore e della paranoia diffusa), che hanno prodotto l’ennesimo Dpcm in pochi giorni.

Già i Dpcm sono provvedimenti incostituzionali giustificati dai famosi poteri speciali, che il premier si è auto-attribuito a differenza dei leader degli Stati europei che stanno peggio di noi. Ma produrne tanti, troppi e ravvicinati, è assurdo. Conte aveva annunciato che per rivedere le scelte, avrebbe aspettato gli effetti dell’ultimo provvedimento. E come noto, il giovedì, questo accade. Vengono monitorati i dati e numeri settimanali. Invece, noncurante dei risultati, ha emanato il Dpcm che entrerà in vigore domani, dividendo in colori “federali-virali” l’Italia. Stabilendo delle differenze regionali in base al contagio, ai contagiati, ai tamponi positivi che non sono persone malate, e ai positivi asintomatici il cui tasso di contagiosità è tutto da verificare.

Certo, le terapie intensive e gli ospedali si stanno intasando (la colpa è della soppressione dei presìdi territoriali e della demolizione della sanità pubblica). Ma perché il governo non si è mosso in estate, anziché cantare vittoria? C’è quasi il sospetto che si voglia appositamente tenere il popolo sotto scacco e ricatto: apro, chiudo, riapro, richiudo. Per abituarlo a cosa? E pure ora, altre chiusure e magari piccole aperture a Natale. Sembra che Conte conosca bene l’autobiografia della nazione: gli italiani, salvo poche minoranze arrabbiate, disposte a giocarsi l’esistenza, con atteggiamenti di piazza, tipo Gilet Gialli, non sono rivoluzionari, ma ribelli a parole e opportunisti da divano, attaccati unicamente alle loro “fondamentali” abitudini (il termine idioti, spiega l’incapacità dell’uomo ad avere idee pubbliche, generali, ma solo personali, particolari, private, domestiche).

E quindi, gli italiani si accontentano di andare in giro col cane, mangiare, correre sui prati, fare la vacanzuccia l’estate e la festa in famiglia a Natale. Punto e basta. Il resto lo delega.
La verità è che la politica giallorossa, come la politica sanitaria in mano agli esperti (virologi, epidemiologi etc) è in progress. Pertanto, oscilla tra sperimentazione, relativismo e ipotesi.Guai ad attribuire a Palazzo Chigi e alla scienza ruoli oggettivi e certezze dogmatiche. Normale per gli esperti, molto meno per la politica, chiamata ad amministrare la comunità e la vita dei popoli.

Anche la comunicazione dell’opposizione, in questo momento, è totalmente sbagliata, debole. Manca una visione. Un giorno frena, l’altro accelera. Salvini e la Meloni, in alcuni momenti del contagio, hanno correttamente manifestato ostilità verso il “Regime-Covid” (non negando l’esistenza e la persistenza del virus, ma la sua gestione politico-sanitaria). Ma alla lunga, è mancato loro il coraggio di cavalcare un “negazionismo intelligente”, motivato, argomentato (i poteri speciali di Conte, il piano pandemico nazionale secretato e nascosto, le libertà costituzionali compresse etc).

Sono stati capaci unicamente di richiamare le priorità economiche, saltando, ignorando, un tema più importante: la libertà. Adesso bacchettano il governo per non essersi preparato alla seconda ondata del contagio. Nella Fase-1 sembravano ridimensionare il pericolo, nella Fase-2 lo estremizzano e drammatizzano. Questo seguire gli umori e la pancia, non paga. E infatti, si vede dai risultati elettorali e dai sondaggi in calo. Speriamo in un ravvedimento generale.

(Lo_Speciale)

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