martedì, 22 Settembre, 2020
Ambiente

La guerra ideologica

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Dietro la guerra ideologica e terminologica che rifiuta, a partire dal linguaggio utilizzato, un terreno comune di discussione, la questione energetica viene affrontata con facili proclami che spaziano da uno sfrenato ottimismo per una sostituzione rapida ed indolore delle fonti fossili ad un catastrofismo senza appello. La pandemica opposizione all’uso del nucleare, da parte dell’opinione pubblica, ufficializzata con un referendum, ha, di fatto, azzerato l’utilizzo di questa tecnologia, così privando il nostro Paese dei suoi benefici, destinandoli alla Francia da cui importiamo energia di origine nucleare che utilizziamo anche nelle nostre case. Un medesimo atteggiamento contradditorio si estende all’uso dei termovalorizzatori e degli inceneritori, questi ultimi rei di intossicare ancor prima di essere costruiti. Su questo tema, il nostro Paese, ad oggi, non è in grado di instaurare un dibattito pubblico razionale dalla quale possa scaturire una lettura diversa del problema. Bisognerebbe partire dal senso civico dei cittadini nel rispettare le regole del decoro e del vivere insieme, orientarsi verso una minore creazione di rifiuti, con conseguente minor smaltimento, ed operare una efficiente raccolta differenziata, come avviene nel Nord Europa e, dobbiamo dirlo, nel Nord Italia. L’incomprensione lessicale in Italia accomuna termovalorizzatore ed inceneritore, seminando mancanza di fiducia e di sicurezza lontane dalla realtà dei fatti che vedono i primi bruciare rifiuti per produrre energia ed i secondi che bruciano e basta. Minor spreco e maggior senso civico permetterebbero al nostro Paese di produrre maggiore energia dai propri rifiuti, affrancandosi da quella spirale contradditoria resa tale dal costo al quale è sottoposto oggi nell’esportare i propri rifiuti all’estero, e dall’acquistare dagli stessi quantità enormi di energia. Il nostro Paese si trova dinanzi ad un bivio: meglio una soluzione non perfetta ma efficace al problema o una sua semplicistica lettura senza proposta alternativa? Nel secondo caso, l’Italia si ritroverà ad incenerire una cosa sola: il buon senso.

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