mercoledì, 2 Dicembre, 2020
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Papa Francesco e i gay, parla Meluzzi: “Così altare e trono alleati contro la famiglia”

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“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. Lo afferma papa Francesco nel docufilm “Francesco“ di Evgeny Afineevsky, presentato in anteprima mondiale al Festival del cinema di Roma, nella sezione Eventi Speciali. Dichiarazioni che hanno fatto molto discutere, soprattutto perché sono state prontamente strumentalizzate dal mondo Lgbt che ha puntato il dito contro i cattolici che si stanno opponendo al Ddl Zan contro l’omotransfobia. Abbiamo chiesto un commento allo psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, ex parlamentare impegnato contro l’approvazione della legge.

Professore, è appena uscito il suo libro “Attacco alla Famiglia” edito da Altaforte, dove lei si scaglia contro i tentativi di demolire l’istituto della famiglia naturale fondata sul matrimonio. Non solo, nel libro lei sostiene che la distruzione della famiglia è un tassello essenziale nel progetto globalista di annientamento delle identità nazionali, con l’obiettivo di abolire il concetto stesso di comunità. Che effetto le ha fatto ascoltare ieri le parole del papa?
“Sono turbato, come credo lo sia la stragrande maggioranza dei cattolici. Mi chiedo quale destino attenda la Chiesa cattolica, che è la più importante nella successione apostolica fra le chiese ortodosse. La Chiesa cattolica fino ad oggi ha sempre camminato nella retta dottrina. Esattamente come le chiese ortodosse di cui io faccio parte sono anche cattoliche perché universali, la Chiesa romana universale fino ad oggi è stata una Chiesa ortodossa. La sintesi dei suoi valori di etica e teologia morale è compendiata in un documento importantissimo che è il grande catechismo della Chiesa cattolica voluto da San Giovanni Paolo II e completato da Benedetto XVI e che anche Bergoglio ha sempre detto di aver recepito. A questo punto delle due l’una: o è cambiato il catechismo, o il papa è contro il magistero della Chiesa. C’è poi un aspetto da considerare”.

Ossia?
“Che il papa in questo caso non ha parlato ex cathedra, perché se lo avesse fatto, in virtù della sua infallibilità ed in forza del Concilio Vaticano primo, il catechismo sarebbe stato cancellato ‘de iure’ visto che ciò che il pontefice pronuncia ex cathedra è fonte indiscutibile di dottrina. Le sue posizioni fortunatamente in questo caso non hanno quindi valore dottrinario, ma restano comunque gravi perché in contraddizione con il catechismo”.

C’è chi ritiene che le parole del papa sarebbero un favore indiretto ai promotori del Ddl Zan sull’omotransfobia, che ieri non a caso le hanno subito strumentalizzate. Anche secondo lei oggi i cattolici che si battono per la difesa della famiglia naturale hanno le armi spuntate?
“Il sospetto che mi assale è che forse Bergoglio possa aver pronunciato quelle parole proprio perché intimorito dal clima repressivo cui si ispira la legge Zan, che di fatto istituisce una sorta di regime poliziesco contro le opinioni scomode, in questo caso quelle di chi si oppone ai tentativi di distruggere l’istituto della famiglia. Tenga conto che, chi segue la dottrina cattolica, rischia seriamente di essere perseguito penalmente perché accusato del reato di omofobia. Se questa legge passerà ci ritroveremo nella stessa situazione dei primi cristiani, che per timore di subire le persecuzioni dell’impero consegnavano i vasi sacri e le sacre scritture alle autorità. Il papa in questo momento dovrebbe dare forza ai cattolici impegnati nella lotta contro questa legge liberticida, e non incoraggiare invece chi, di fronte al timore di dover subire le odierne persecuzioni, è pronto a tacere e a non difendere la dottrina sul matrimonio e la famiglia”.

Che impressione le hanno fatto i cori di esultanza del mondo Lgbt che ha subito arruolato papa Francesco nelle proprie fila, utilizzandolo contro i cattolici cosiddetti tradizionalisti?
“Guardi, credo ci troviamo di fronte ad una malinconica conclusione di quelle che sono state le battaglie libertarie in favore del mondo omosessuale, iniziate ai tempi di Pasolini e oggi culminate con un mondo cosiddetto Lgbt nelle vesti di custode dell’alleanza fra trono e altare in nome della repressione dei diritti civili. Perché il DDl Zan, lungi dal combattere una discriminazione, vuole proprio reprimere il legittimo dissenso rispetto alla dittatura del pensiero unico e del politicamente corretto. Una conclusione malinconica anche per tutti coloro che avevano fatto della battaglia libertaria la loro bandiera. Persone che un tempo hanno avuto anche la mia simpatia, ma che oggi non posso non combattere di fronte al tentativo di imporre uno Stato autoritario e repressivo contro chi non vuole omologarsi ad un’unica visione del mondo e della società. Spiace che la Chiesa di oggi sia la prima a chiamarsi fuori dalla battaglia”.
(Lo_Speciale)

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