mercoledì, 3 Marzo, 2021
Politica

La prima giornata di St Vincent

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Pronti a sfidare il Covid 19 e nonostante alcuni forfait di relatori e invitati meno temerari, oltre cento persone provenienti da varie parti d’Italia si sono riunite a St Vincent per discutere del tema: “Laudato SI, la Politica cristiana dal bianco al verde. L’enciclica di Papa Francesco assunta come elemento propulsore e unificante di un rinnovato impegno politico nel XXI secolo. Un’enciclica straordinaria dal punto di vista etico, dell’ecologia integrale e ispiratrice della dottrina sociale per l’umanità che, come ha recitato il Pontefice nella preghiera per la pandemia in San Pietro il 27 Marzo 2020: si è resa conto di “trovarsi nella stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari. Tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confrontarci a vicenda.   Su questa barca ci siamo tutti, tutti”.

Come ai tempi migliori degli incontri di St Vincent, quelli organizzati dal compianto Carlo Donat Cattin per la sinistra sociale della DC, Gianfranco Rotondi ha pensato di partire dalla più sconvolgente realtà odierna per riflettere sulle possibili traduzioni operative sul piano politico, economico e sociale alla luce della dottrina sociale cristiana.

Impegno raccolto dai partecipanti alla numerosa tavola rotonda del primo pomeriggio sul tema: Laudato SI, cinque anni dopo, la cura del creato, nuova frontiera dell’impegno politico dei cattolici. Importanti le indicazioni dei relatori  esperti nelle diverse materie, dalla teologia, all’economia e finanza, dall’esperienza svolta da alcuni imprenditori direttamente sul campo, al ruolo che la politica può e intende assumere in questa fase straordinaria della vicenda umana in Italia e nel mondo.

L’On Angelo Bonelli, coordinatore del movimento partito dei Verdi italiani, di formazione cattolica e studi compiuti presso i Gesuiti, ha saputo cogliere la dimensione etica, l’ecologia integrale e i principi di un’etica ecologica  dell’enciclica di Papa Francesco, considerata uno dei documenti più importanti del nostro secolo sul piano della dottrina sociale, indicatrice della necessità di assumere comportanti individuali e collettivi, accanto a scelte politiche e istituzionali fondate sul valore dell’equilibrio e della sostenibilità tra gli umani e il creato.

All’apertura del confronto al dialogo espressa da Bonelli una prima importante risposta è giunta dall’On Giorgio Merlo, cattolico democratico e cristiano sociale, uno degli allievi prediletti di Donat Cattin, che proprio qui a St Vincent, conobbe negli anni’80, quel giovane irpino, Rotondi, allievo dell’On Gerardo Bianco, che da diverso tempo continua l’esperienza formativa e politico culturale dello scomparso leader piemontese. Ascoltando l’intervento appassionato dell’On Merlo non potuto evidenziare a Rotondi al quale, a debita distanza di sicurezza, stavo seduto accanto, che da quella scuola forzanovista sono usciti “allievi” di forte caratura. Merlo ha indicato ai cattolici l’esigenza di tradurre nella “città dell’uomo” le indicazioni pastorali dell’enciclica “Laudato Si” e dell’ultima “Fratelli tutti”, secondo un soggetto politico nuovo e centrale (come “centrale” era stata la connotazione che Bonelli aveva dato al fenomeno dei Grünen tedeschi, vincenti in Germania, leader nel länder del Baden Württenberg), che assuma i caratteri diversi dai tentativi fallimentari sino ad ora compiuti con risposte di tipo nostalgico o identario, entrambe insufficienti a far decollare un progetto di rinnovamento all’altezza dei bisogni della società italiana nel tempo della globalizzazione e per i problemi drammatici che la pandemia pone all’intera umanità.

A conclusione dei lavori il presidente del comitato scientifico della fondazione Sullo-DC, prof Antonino Giannone ha presentato un‘ottima sintesi raccolta in alcune schede dalle quali emerge la necessità di assumere un rigorosa responsabilità etica e sociale, economica e culturale se vogliamo salvare la Terra dal disastro dell’aumento della temperatura globale, decidendo, finalmente, quale tipo di  mondo vogliamo trasmettere a chi verrà dopo di noi, in un secolo in cui assisteremo non a cento anni di progresso, ma, più probabilmente a 20.000 anni di progresso.

Emergerà davvero una politica cristiana dal bianco al verde? Lo accerteremo meglio nel prosieguo del dibattito tra oggi e domani.

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