martedì, 24 Novembre, 2020
Cambiamenti climatici
Ambiente

Cambiamenti climatici. Coldiretti: disastro in Veneto, grandine e pioggia distruggono i raccolti. In Italia 5 grandinate e bombe d’acqua al giorno

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Nuovo monitoraggio per i danni alle produzioni agricole. L’elenco delle devastazioni si allunga ogni giorno di più con problemi che hanno risvolti economici, strutturali e di sicurezza dei lavoratori nei campi. Non solo in città, si contano milioni di euro di danni e nelle campagne è allerta continua. In Veneto alberi da frutta divelti, filari di viti abbattuti, serre e raccolti distrutti e stalle allagate da un ultimo violento nubifragio. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della devastante ondata di maltempo con la coda della tromba d’aria che ha colpito le province di Verona, Padova, Vicenza e Rovigo con frane nel Bellunese.

“Le reti antigrandine poste a protezione della frutta pronta per la raccolta sono state devastate dalla furia del clima che non ha risparmiato neppure i grappoli di uva prossimi alla vendemmia”, fa presente la Coldiretti, “L’ultima perturbazione di agosto ha colpito a macchia di leopardo il nord Italia facendo salire il conto dei danni a livello nazionale in un mese segnato da 5 grandinate e bombe d’acqua ogni giorno lungo la Penisola”. Le analisi della Coldiretti sono elaborazione dei dati ESWD (European Severe Weather Database) che in poche decine di minuti hanno spesso distrutto un intero anno di lavoro degli agricoltori.

“Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione”, osserva la Coldiretti, “che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

I cambiamenti climatici hanno fatto esplodere il pericolo idrogeologico su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. “Una situazione aggravata dal fatto”, stima la Coldiretti, “che il territorio italiano è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con la perdita negli ultimi 25 anni di oltre ¼ (-28%) della superficie agricola utilizzabile in Italia ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari”.

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