giovedì, 24 Settembre, 2020
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Macroregione mediterranea 2

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La realtà delle Macroregioni Europee, alla luce della relazione dei membri del Gruppo di riflessione al Consiglio Europeo sulle sfide cui l’Unione Europea sarà confrontata, porta necessariamente a rivolgere lo sguardo verso una più ampia visione dello scenario euro-mediterraneo. Guardando all’orizzonte 2030, in questo scenario si colloca la Macroregione Mediterranea, sia per mantenere la coesione sociale e lottare contro i cambiamenti climatici, sia ai fini di individuare politiche di intervento corretto che incidano nei più diversi settori economici, in cui si riscontrano forti cambiamenti nelle economie di sviluppo, riguardo alle quali l’Italia è configurata geograficamente come area di produzione con strutture di P.M.I. e area di consumi rispetto al mercato di scambi soprattutto del Mediterraneo.

Per la sua posizione strategica I’Italia, con la Macroregione Mediterranea, ora può puntare al ruolo di cerniera dei due grandi blocchi geografici costituiti dall’Europa e dall’Africa mediterranea. La Macroregione Mediterranea è l’istituzione destinata a svolgere questo ruolo fondamentale con nuovi modelli concettuali ed operativi, in una rinnovata politica economica che veda prospettive di sviluppo, per il benessere economico e sociale delle popolazioni. In tale quadro riveste una grande rilevanza un processo di analisi approfondita dei problemi di accessibilità dei territori e di connettività delle reti. Lo sviluppo in termini di efficacia e efficienza dei componenti delle infrastrutture complesse (reti energetiche, reti dei servizi complessi, sanità, ricerca, alta formazione ecc.), deve costituire l’obiettivo delle nuove politiche di intervento della zona Euro-Mediterranea, che è l’area del cambiamento in quanto zona di libero scambio degli Stati membri dell’Unione Europea ed i paesi del Mediterraneo del Sud: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano Marocco, Autorità Palestinese, Siria, Tunisia, Turchia, Cipro e Malta.

Nell’ottica di tale sviluppo va privilegiata, come volano politico della Macroregione Mediterranea, la visione alta del futuro dell’Industria e della Cultura dell’Italia e del continente europeo, tenendo ben ferma la capacità di contribuire alla crescita e alla valorizzazione dei territori e delle regioni interessati. In sostanza l’industria va considerata e incrementata quale tramite di riscrittura della geografia territoriale, avendo come stella polare del suo percorso di sviluppo, la valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale dei territori coinvolti nel cambiamento.

Si tratta ora di affrontare l’impegno connesso al nuovo progetto geo-politico capace di posizionare l’Italia e l’Europa nel Mediterraneo, per fronteggiare la sfida che si gioca soprattutto nel continente africano. L’orizzonte politico di queste problematiche supera qualsiasi riferimento a dialettiche storico-sociali relative alle ben note Questione Settentrionale e Questione Meridionale, occorrendo privilegiare le più opportune riflessioni sulle connessioni esistenti nel tessuto sociale per storia, cultura e tradizioni.

Con grande e lungimirante visione politica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente della Regione Lombardia il 28 febbraio 2019, in occasione dell’inaugurazione  dell’anno di presidenza italiana dell’Eusalp, la strategia della Macroregione Alpina, ebbe a fare le seguenti solenni dichiarazioni: «l’Europa trova espressione nelle cooperazioni territoriali e le macro-regioni che così si configurano, oltre a riprendere il cammino della storia dei popoli, facilitano il superamento della dialettica tra centro e periferie e consentono  a una pluralità di soggetti, inclusi  Stati non membri dell’Unione europea, di lavorare in stretto accordo, per offrire risposte concrete ai bisogni delle popolazioni di aree geografiche che travalicano i confini tradizionali».  E ancora: «Le Regioni, le comunità locali e i diversi ambiti accomunati da questi tratti, contribuiscono a dare corpo e vigore alla cooperazione europea in una dimensione complementare sia rispetto a quella dell’Unione sia a quella degli Stati Nazionali, avvicinandosi alle esigenze dei cittadini», così concludendo il suo messaggio: “Essenziale è il coinvolgimento delle società civili” tramite la Macroregione, fondamentale “soggetto intermedio”.

La Macroregione Mediterranea –EUSMED- (European Union Strategy For Mediterranean Region) consente di mettere a fuoco e perseguire, in via principale e prioritaria, gli obiettivi di sviluppo dell’Economia Verde e Blu Economy, del turismo, dell’istruzione, cultura, ricerca e innovazione, e della salute e salubrità.

Tali obiettivi vanno inquadrati in una rinnovata politica di cooperazione e sviluppo, sostenuta con fondi europei, perché rappresentano l’opportunità, per i paesi situati nell’area geografica interessata, di raggiungere una coesione territoriale, sociale ed economica. Da sottolineare in proposito l’importanza di tale cooperazione, ai fini di prevenire i conflitti e rischi per la sicurezza delle popolazioni e ottenere sviluppo e occupazione.

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