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Papa Leone XIV

Leone XIV affida all’Assunta i popoli feriti: “Speranza per chi soffre”

Da Castel Gandolfo il pensiero alla Terra Santa, all’Ucraina, alla Russia e alla Colombia. Nell’omelia il richiamo alla “vera bellezza” e l’augurio di Ferragosto: riposo, buone letture e contatto con la natura
domenica, 16 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Leone XIV ha affidato ieri alla Vergine Assunta le popolazioni segnate dalle guerre, dalle persecuzioni e dalle calamità, con un pensiero rivolto alla Terra Santa, all’Ucraina, alla Russia e alla Colombia colpita dal terremoto. Nel giorno di Ferragosto, da Castel Gandolfo, il Pontefice ha unito il richiamo alla speranza a un augurio per le vacanze: un tempo capace di “ritemprare il corpo e lo spirito”, attraverso buone letture e il contatto con la natura.

L’Assunta e la “vera bellezza”

Il Papa ha celebrato la solennità dell’Assunzione nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. Nell’omelia ha posto al centro il significato della glorificazione di Maria in anima e corpo, indicata dalla Chiesa come compimento della pienezza di grazia ricevuta nella Concezione Immacolata. Da qui la riflessione sulla bellezza, che non coincide con il tentativo di cancellare i segni dell’età: “La nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa”, ha spiegato il Santo Padre, ma nel mostrare anche nel corpo “i segni dell’amore che non ha fine”. Un messaggio che lo ha portato a mettere in discussione i canoni estetici “di stampo edonistico e consumistico”, capaci di imprigionare le persone in condizionamenti e di sottrarre energie a ciò che conta davvero.

“È l’amore l’ornamento più bello dell’uomo”

Prevost ha indicato nell’amore la misura autentica della persona: “È l’amore l’ornamento più bello dell’uomo”, ha affermato, richiamando quella forza che “trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto” e rende liberi e vicini a Dio. Una bellezza che, secondo il Vescovo di Roma, può essere riconosciuta nella vita quotidiana: nei genitori che rientrano dal lavoro e ritrovano i figli, nei nonni che si prendono cura dei nipoti, nei giovani che scelgono di crescere “puliti e onesti” anche controcorrente e nelle persone che, attraverso la fede e la dedizione, contribuiscono ogni giorno a “portare un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo”.

L’Angelus e il destino dell’uomo

All’Angelus in piazza della Libertà, sempre a Castel Gandolfo, Sua Santità è tornato sul significato dell’Assunzione attraverso le immagini con cui l’arte cristiana ha rappresentato nei secoli la Vergine. Il primo modello è quello della “dormizione”, con Maria distesa e Cristo risorto che ne accoglie l’anima; il secondo mostra invece la Madonna nella gloria, in anima e corpo, avvolta dalla luce. Per Leone entrambe le raffigurazioni rimandano al destino ultimo dell’uomo. La pienezza di vita contemplata in Maria attende infatti ogni cristiano “alla fine dei tempi”, quando il corpo mortale, secondo le parole di San Paolo richiamate dal Papa, sarà trasformato per conformarsi a quello glorioso di Cristo.

L’invocazione per Terra Santa, Ucraina e Russia

Dopo l’Angelus lo sguardo di Prevost si è rivolto alle aree attraversate dai conflitti e alle comunità che soffrono: ha quindi ha invocato l’intercessione di Maria per quanti “hanno particolarmente bisogno di essere consolati e di continuare a sperare. Penso ai fratelli e alle sorelle della Terra Santa, che è per eccellenza anche la Terra di Maria”, ha detto. Poi il pensiero al “popolo ucraino e al popolo russo”, accomunati, ha ricordato, dalla devozione alla Madre di Dio. Nell’invocazione sono entrati anche i cristiani vittime di discriminazioni o persecuzioni.

La preghiera per la Colombia

Il Santo Padre ha ricordato anche le popolazioni della Colombia colpite dal terremoto: “Continuo a pregare in questi giorni per le popolazioni colombiane che soffrono a causa del terremoto”, ha detto, prima di raccogliere idealmente tutte le comunità che vivono situazioni difficili nell’invocazione: “Santa Maria, prega per noi!”.

“Buone letture e contatto con la natura”

In chiusura il Pontefice ha salutato i fedeli di Castel Gandolfo e i pellegrini arrivati dall’Italia e dall’estero, poi ha rivolto un pensiero al periodo di riposo estivo. “Auguro a tutti di poter vivere un tempo di riposo, per ritemprare il corpo e lo spirito, anche con qualche buona lettura e a contatto con la natura”, ha detto Leone XIV, prima del saluto per la festa dell’Assunta e dare appuntamento a oggi.

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