Il partito ungherese al governo, Tisza, ha annunciato sabato la nomina di András Baka, ex presidente della Corte Suprema, come prossimo presidente della Repubblica. La decisione, comunicata dal gruppo parlamentare su Facebook, segna un passo simbolico nel progetto del primo ministro Péter Magyar di smantellare le roccaforti del potere lasciate dall’ex premier Viktor Orbán.
L’elezione di Baka, prevista per martedì, dovrebbe essere una formalità: il ruolo è in gran parte cerimoniale, ma il significato politico è profondo. I parlamentari di Tisza hanno sottolineato che Baka “ha sempre difeso la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura”. La sua nomina, hanno aggiunto, rappresenta “una risorsa significativa mentre gettiamo le basi del nuovo ordine costituzionale ungherese”. La vittoria elettorale di Magyar ad aprile ha posto fine a sedici anni di governo Orbán, aprendo una stagione di riforme.
Il premier ha promesso di ripristinare gli standard democratici e ha chiesto le dimissioni dei funzionari chiave nominati dal partito nazionalista Fidesz. Tra gli obiettivi principali, la rimozione dell’ex presidente Tamás Sulyok, definito da Magyar “un burattino di Orbán”. Sulyok ha firmato l’emendamento costituzionale che ha posto fine al suo mandato il mese scorso. Baka, ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, fu destituito nel 2011 dal governo Orbán, tre anni prima della scadenza naturale del suo mandato, dopo aver criticato alcune riforme giudiziarie.
Nel 2014, la Corte di Strasburgo stabilì che la sua rimozione aveva violato le libertà democratiche del Paese. Ora, la sua ascesa alla presidenza assume il valore di una rivincita morale e di un segnale di discontinuità.





