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Bologna, scontri dopo la morte di Fakir. Meloni: "Verità senza sconti, ma la violenza è inaccettabile"

Bologna, scontri dopo la morte di Fakir. Meloni: “Verità senza sconti, ma la violenza è inaccettabile”

martedì, 21 Luglio 2026
2 minuti di lettura

La morte di Abderrahim Fakir e gli scontri avvenuti a Bologna durante la manifestazione organizzata dopo il decesso del 43enne marocchino alimentano il confronto politico e le proteste dei sindacati di polizia.

Giorgia Meloni ha chiesto che eventuali responsabilità vengano accertate “con il massimo rigore”, ma ha condannato le aggressioni contro le forze dell’ordine e le devastazioni registrate in città. “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile”, ha scritto il Premier su X. “Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”.

Secondo Meloni una parte dei manifestanti avrebbe utilizzato la vicenda come occasione per cercare lo scontro: “Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”, ha aggiunto.

Clima di delegittimazione

Il Presidente del Consiglio ha inoltre criticato il clima di delegittimazione nei confronti della polizia: “Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”. Duro anche l’intervento di Valter Mazzetti, Segretario generale della Fsp Polizia di Stato, che ha attribuito al Sindaco Matteo Lepore una responsabilità politica nella convocazione della manifestazione.

Mazzetti ha parlato di una “chiamata alle armi” e ha accusato il primo cittadino di avere sfruttato “con incredibile irresponsabilità” l’onda emotiva seguita alla morte di Fakir, nonostante gli accertamenti fossero ancora alle fasi iniziali.

Il segretario della Fsp ha riferito di una decina di persone fermate e di numerosi agenti feriti tra i reparti mobili intervenuti: 14 provenienti da Padova, 26 da Firenze e 16 da Bologna, oltre al personale della questura locale: “Tutte le spese di questa mattanza e dei danni provocati ai mezzi delle forze dell’ordine e alla città dovrebbero essere risarcite dal Sindaco personalmente”, ha dichiarato Mazzetti.

50 feriti

Sulla stessa linea Stefano Paoloni, Segretario generale del Sap, che ha parlato di oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine: “Il Sindaco Matteo Lepore si deve assumere la piena responsabilità”, ha sostenuto: “Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili, soprattutto per chi svolge un ruolo così importante come quello del sindaco di una città metropolitana”.

Paoloni ha distinto il cordoglio per la morte di Fakir dalle violenze contro gli agenti: “La vicinanza per la morte di una persona è un sentimento indiscutibile, ma aizzare la popolazione, o parte di essa, contro le forze dell’ordine è molto pericoloso”, ha aggiunto, esprimendo solidarietà ai poliziotti rimasti feriti.

Nel dibattito entra anche la bodycam acquisita dalla Procura di Bologna. Secondo Fabio Conestà, Segretario generale del Mosap, il dispositivo apparteneva a uno degli agenti ed era stato attivato spontaneamente prima dell’intervento.

Nulla da nascondere

“Chi indossa una telecamera prima di affrontare una situazione critica non ha nulla da nascondere, ma vuole che i fatti vengano ricostruiti nella loro interezza, senza processi mediatici e senza ricostruzioni parziali”, ha dichiarato Conestà. Il sindacalista ha invitato ad attendere l’analisi dei filmati integrali e gli accertamenti dell’autorità giudiziaria, poiché i video circolati sui social mostrerebbero soltanto frammenti dell’operazione.

Il Mosap ha rilanciato anche la richiesta di dotare tutte le pattuglie di telecamere istituzionali: “Non è accettabile che un poliziotto debba acquistare con risorse proprie uno strumento così importante”, ha osservato Conestà. “Le bodycam devono diventare una dotazione ordinaria, uniforme e istituzionale, perché rappresentano una garanzia per tutti”.

Saranno ora le immagini, gli accertamenti tecnici e gli esami medico-legali a dover chiarire la dinamica del decesso: “Solo la verità dei fatti deve guidare il giudizio, non le emozioni del momento o le sentenze pronunciate sui social network”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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