0
Vladimir Putin Presidente Russo

Kiev colpisce ancora la Crimea, Putin accusa la Nato: “Si prepara alla guerra”

Colpito un ponte ferroviario vicino a Rozdolne, incendi nell’area di Kerch e traffico sospeso sul ponte di Crimea. Putin: “La Nato si prepara alla guerra con noi”. Lavrov: “Pronti ai negoziati”
mercoledì, 24 Giugno 2026
2 minuti di lettura

La guerra è tornata a concentrarsi sulla Crimea occupata, diventata per Kiev uno dei principali punti di pressione contro Mosca. Ieri l’esercito ucraino ha dichiarato di avere distrutto un ponte ferroviario sul canale della Crimea settentrionale, vicino a Rozdolne, definendolo un passaggio strategico per la logistica russa. Secondo Kiev, l’attacco è stato seguito da nuovi colpi contro mezzi inviati per riparare la struttura. Nella notte erano state segnalate esplosioni in diversi punti della penisola e incendi nell’area di Kerch.

Il ponte di Crimea è rimasto chiuso al traffico per ore, mentre fumo denso si alzava dalla zona del porto. Nei giorni scorsi Volodymyr Zelensky aveva confermato colpi “su entrambi i lati del ponte di Crimea”, parlando delle “sanzioni a lungo raggio” contro “logistica militare, industria petrolifera e difesa aerea degli occupanti”. In un video diffuso dai dronisti ucraini si rivendicavano “60 obiettivi colpiti in Crimea” con il messaggio: “La Russia si arrenderà”. L’obiettivo dichiarato di Kiev è rendere più difficile il rifornimento delle forze russe nel sud dell’Ucraina e isolare progressivamente la penisola.

La pressione militare ha effetti diretti anche sulla vita civile. A Sebastopoli, sede della flotta russa del Mar Nero, le autorità installate da Mosca hanno introdotto misure vicine a un coprifuoco di fatto. Trasporti pubblici ridotti, grandi negozi e bar chiusi in anticipo, illuminazione stradale limitata, eventi di massa all’aperto vietati. Le restrizioni si aggiungono ai limiti sulla vendita di carburante, dopo settimane di attacchi ucraini contro raffinerie, depositi e infrastrutture energetiche russe. La crisi ha spinto Mosca a valutare importazioni di benzina e diesel e sussidi per contenere i prezzi.

Trump chiede più pressione su Mosca

Il segnale politico più rilevante è arrivato da Washington. Secondo il Kyiv Independent, che cita un alto funzionario ucraino anonimo, Donald Trump avrebbe detto privatamente a Zelensky di agire “con più audacia” contro la Russia. Kiev interpreta il messaggio come un sostegno alla strategia di pressione militare per costringere il Cremlino a negoziati concreti. La stessa fonte ha riferito che Trump “non crede davvero che Putin farà qualcosa senza pressioni”. Zelensky avrebbe proposto al presidente americano di ospitare negli Stati Uniti un incontro con Putin, ma un vertice non è atteso nell’immediato.

Putin accusa l’Occidente

Da Mosca, Vladimir Putin ha accusato l’Occidente di usare il rischio di una guerra con la Russia per giustificare il riarmo. “Vediamo che i Paesi della Nato non si limitano più a sostenere il regime di Kiev, ma parlano apertamente del fatto che si stanno preparando alla guerra con noi”, ha detto incontrando i diplomati delle università militari. La Russia, ha aggiunto, è pronta a reagire “prontamente e adeguatamente a qualsiasi minaccia interna ed esterna”. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha detto che Mosca è pronta a riprendere i colloqui “in qualsiasi momento” e “da dove sono stati interrotti”. Ma non ha indicato modifiche alle condizioni russe, a partire dalla richiesta che Kiev ceda le parti del Donbass ancora difese dall’esercito ucraino. Lavrov ha poi definito Zelensky un “Fuhrer” e lo ha accusato di imporre condizioni “sfacciate e irrealistiche”. Secondo il capo della diplomazia russa, gli Stati Uniti si starebbero allontanando dal ruolo di “mediatore imparziale” e l’Europa sarebbe tornata a essere “la maggiore minaccia alla pace e alla sicurezza”. La Commissione europea ha respinto le aperture russe come propaganda. “Quando si tratta della Russia, le parole costano sempre molto poco”, ha detto la portavoce per gli Affari esteri Anitta Hipper, secondo cui Mosca “non mostra alcun segno di un interesse genuino” per la pace. Bruxelles sostiene che le sanzioni stiano colpendo l’economia russa e che sul campo “la Russia sta perdendo”. Sulla crisi tra Kiev e Varsavia, la portavoce Paula Pinho ha avvertito che “tutto ciò che mina” l’unità europea “non è utile”.

Raid russi

Intanto gli attacchi russi sull’Ucraina continuano. A Kryvyi Rih un raid missilistico ha provocato almeno tre morti e diciannove feriti. L’Onu ha denunciato almeno quaranta civili uccisi nei bombardamenti russi del fine settimana e quasi duecentocinquanta feriti. Mentre la Crimea viene colpita a ripetizione e Mosca parla di guerra con l’Occidente, il negoziato resta bloccato dalle condizioni opposte delle due parti: Kiev chiede pressione su Putin, la Russia continua a pretendere concessioni territoriali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…