Si aggrava la crisi del comparto olivicolo italiano. A lanciare l’allarme sono Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, che denunciano un ulteriore deterioramento del mercato dell’olio extravergine di oliva rispetto a quanto emerso appena una settimana fa durante il Tavolo olivicolo convocato al Ministero dell’Agricoltura.
Secondo le organizzazioni di settore, i prezzi effettivi di scambio risultano oggi nettamente inferiori alle quotazioni ufficiali rilevate sul mercato. In alcuni casi l’olio extravergine viene trattato attorno ai 4,50 euro al chilogrammo, un valore inferiore di circa il 30% rispetto alle quotazioni registrate nel mese di maggio.
Ma il problema, sottolineano le associazioni, non riguarda soltanto il prezzo. Anche a questi livelli, infatti, il prodotto fatica a trovare sbocchi commerciali, con conseguenze sempre più pesanti sui bilanci delle aziende agricole e dei frantoi.
Situazione difficile
“La situazione non è più sostenibile”, affermano Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, evidenziando come la combinazione tra quotazioni in caduta e rallentamento delle vendite stia mettendo a dura prova la liquidità delle imprese e la loro capacità di affrontare la prossima campagna olivicola. Per questo le organizzazioni chiedono l’immediata attuazione delle misure annunciate dal sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra nel corso dell’ultimo incontro al Masaf. Tra le priorità indicate vi è l’apertura di un confronto con la Grande Distribuzione Organizzata per favorire una maggiore valorizzazione dell’olio extravergine italiano sugli scaffali, migliorandone il posizionamento commerciale e sostenendone i consumi.
Il settore sollecita inoltre l’avvio della campagna istituzionale di comunicazione dedicata all’olio extravergine e l’applicazione, prima dell’inizio della prossima campagna produttiva, delle misure condivise al Tavolo olivicolo.
Fattore tempo
Secondo le associazioni agricole il fattore tempo è ormai determinante. Con gli attuali livelli di mercato molte imprese rischiano di non riuscire a sostenere gli impegni finanziari né a reperire le risorse necessarie per affrontare la nuova stagione produttiva. Tra le richieste avanzate figurano strumenti agevolati di accesso al credito, misure di sostegno alla liquidità, riduzioni degli oneri previdenziali e interventi per lo stoccaggio dell’olio nell’ambito del regime “de minimis”, considerati indispensabili per garantire la tenuta economica delle aziende.
Le organizzazioni chiedono inoltre un rafforzamento dei controlli sulle importazioni e sulle miscele di oli comunitari ed extracomunitari, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori e tutelare maggiormente la produzione nazionale.





