Celebrandο nella Basilica di San Pietro la Messa per l’ordinazione di dieci sacerdoti, Leone XIV ha esortato i nuovi presbiteri a essere non solo “buoni preti”, ma anche “cittadini onesti, disponibili, costruttori di pace e di amicizia sociale”. Un invito che lega strettamente la vocazione religiosa alla responsabilità nella società.
Chernobyl e la pace
Nel corso del Regina Caeli, il Pontefice ha ricordato il quarantesimo anniversario del disastro di Chernobyl, definendolo “un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti”.
Il Papa ha affidato alla misericordia di Dio le vittime e quanti ancora soffrono le conseguenze, auspicando che “a tutti i livelli decisionali prevalgano discernimento e responsabilità”, affinché l’energia atomica sia sempre al servizio della vita e della pace.
Fidarsi di Dio non dei ladri
Leone XIV ha invitato i fedeli a scegliere tra la fiducia in Dio, “che non viene a rubarci nulla”, e quella nei “ladri”, ovvero coloro che “soffocano la libertà o non rispettano la dignità umana”.
Tra questi, il Papa ha incluso anche chi saccheggia le risorse della terra, alimenta guerre o promuove stili di vita consumistici e superficiali, capaci di “svuotare interiormente” e rubare il futuro di pace.
Una chiesa dalle porte aperte
“Questa è una domenica piena di vita”, ha affermato il Pontefice, riconoscendo le difficoltà di un tempo in cui si registra un crescente distacco tra le persone e la Chiesa.
Da qui l’esortazione ai nuovi sacerdoti: “Tenete sempre aperta la porta della Chiesa. Voi siete un canale, non un filtro”. Un’immagine forte che richiama a una missione di accoglienza, senza ostacoli né barriere.
Sacerdoti per tutto e per tutti
Il Papa ha invitato i presbiteri a essere riflesso della pazienza e della tenerezza di Cristo: “Voi siete di tutti e siete per tutti”. La Chiesa, ha ribadito, è un luogo aperto dove ogni persona può trovare “riparo, riposo e cura”, senza però diventare uno spazio chiuso o separato dalla vita reale.
Percorrere il mondo
Un altro punto centrale dell’omelia è l’invito a non chiudersi nelle strutture ecclesiali: “La vita non si esaurisce in parrocchia”. Ai sacerdoti è chiesto di uscire, incontrare la cultura, la gente, la quotidianità, lasciandosi sorprendere da ciò che Dio opera anche al di fuori degli schemi conosciuti.
Vicini a un’umanità smarrita
Leone XIV ha esortato i nuovi preti a sentirsi parte di un’umanità sofferente, in cui molti si sentono disorientati e senza punti di riferimento.
“In molti oggi si sentono persi”, ha osservato, sottolineando come la testimonianza più preziosa sia quella di chi confida in Gesù
La salvezza dell’uomo
Infine, il Papa ha ricordato che la vera sicurezza del sacerdote non risiede nel ruolo, ma nella partecipazione alla storia di salvezza del popolo di Dio. Un richiamo a vivere il ministero non come posizione, ma come servizio, mantenendo sempre aperta quella “porta santa” che permette a chiunque di entrare e trovare speranza.





