Il vertice di Londra tra Volodymyr Zelensky e i leader di Regno Unito, Francia e Germania si è chiuso con il sostegno a un “dialogo diretto tra Ucraina e Russia”, con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa. Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno ribadito il “sostegno incrollabile” a Kiev e il ruolo centrale dell’Europa in ogni futuro accordo di pace. Giorgia Meloni non era presente.
Nella dichiarazione finale, l’E3 e Zelensky hanno fissato le condizioni essenziali: cessate il fuoco immediato, negoziati sulla base dell’attuale linea del fronte, garanzie di sicurezza vincolanti per l’Ucraina e congelamento degli asset russi fino al risarcimento dei danni di guerra. Il testo condanna anche i nuovi attacchi russi con missili e droni contro le città ucraine e le incursioni nello spazio Nato.
Zelensky ha parlato di un formato “E3 Ucraina” dedicato alla difesa e al rilancio della diplomazia europea. Ha aggiornato i partner sulla situazione al fronte e sulle perdite russe, sostenendo che da cinque mesi Mosca registra oltre 30mila vittime tra morti e feriti. Secondo Kiev, “la Russia non sta vincendo sul campo di battaglia” e gli attacchi ucraini a medio raggio e in profondità ne limitano la capacità offensiva. Il Presidente ucraino ha chiesto però più difese contro le minacce balistiche, usate da Mosca per colpire città e comunità ucraine.
Kallas: Mosca non è pronta
Da Cipro, al Consiglio informale Difesa dell’Ue, Kaja Kallas ha sostenuto che la Russia “non è ancora pronta” a negoziare. L’Unione, ha detto l’Alta Rappresentante, deve avere “pazienza strategica”, mantenere la pressione su Mosca e aumentare il sostegno a Kiev. “Vediamo un’escalation dei loro attacchi”, ha aggiunto, indicando nel cessate il fuoco la condizione preliminare per sedersi al tavolo.
Bruxelles prepara intanto il primo esborso del prestito comune da 90 miliardi destinato all’Ucraina. La tranche, attesa entro giugno, ammonterà a 9,1 miliardi: 5,9 per la difesa e 3,2 per il bilancio statale. Il Commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha parlato anche di una discussione su ulteriori 70 miliardi per le spese militari ucraine.
Il Cremlino chiude
La replica del Cremlino è stata negativa. Dmitry Peskov ha detto che “è veramente difficile immaginare come arrivare ad accordi con il regime di Kiev in queste condizioni”, accusando l’Ucraina di “crimini terroristici contro i bambini”. Mosca ha reagito anche alle esercitazioni aeronautiche Ramstein Flag 2026 della Nato, previste anche in Paesi confinanti con la Russia: l’avvicinamento delle infrastrutture militari dell’Alleanza, ha detto Peskov, è monitorato “con la massima attenzione” e Mosca sta adottando “le misure necessarie” per la propria sicurezza.
Anche Sergey Lavrov ha attaccato Washington, definendo “preoccupanti” le parole di Marco Rubio. Il Segretario di Stato americano aveva riconosciuto davanti al Congresso che gli Stati Uniti non possono essere considerati mediatori imparziali perché sostengono Kiev. Per Lavrov, quelle dichiarazioni confermano l’ambiguità del ruolo americano e la mancanza di interesse a riprendere gli accordi raggiunti ad Anchorage, in Alaska.
Drone sulla Lettonia e allarme nucleare
La guerra resta aperta anche nelle retrovie e ai confini dell’Alleanza. Le forze armate lettoni hanno annunciato che ieri mattina un aereo della Nato ha abbattuto un drone sulla Lettonia orientale, “a seguito di una guerra elettromagnetica russa”. L’allarme era stato diramato intorno alle 9.20 nei comuni di Ludza, Balvi e Alūksne.
Resta alta anche la preoccupazione per Zaporizhzhia. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha detto di essere in contatto costante con Kiev e Mosca per preservare il cessate il fuoco attorno alla centrale nucleare. Secondo Grossi, entrambe le parti hanno chiesto la partecipazione degli esperti dell’Agenzia allo sminamento dell’area intorno all’impianto, lavoro che continuerà nei prossimi giorni.
Attacchi e controffensiva
Nella regione ucraina di Sumy, un drone russo ha colpito Konotop, uccidendo una donna anziana e ferendo tre persone. Le difese aeree ucraine hanno dichiarato di avere neutralizzato nella notte 124 dei 155 droni lanciati dalla Russia.
Kiev ha rivendicato anche progressi territoriali: secondo il comandante in capo Oleksandr Syrsky, a maggio le forze ucraine hanno liberato quasi cento chilometri quadrati in più rispetto a quelli persi e oltre 600 dall’inizio dell’anno. È proseguita anche la campagna ucraina di attacchi in profondità. Secondo canali russi citati dal Kyiv Independent, nella notte tra domenica e ieri sono stati colpiti depositi petroliferi e sottostazioni elettriche in Crimea e a Novorossiysk. Il fumo si sarebbe alzato dall’area del deposito di Grushevaya Balka, uno dei maggiori impianti di stoccaggio del Caucaso. Un altro deposito sarebbe stato colpito vicino a Simferopoli. In Crimea, le autorità filorusse hanno denunciato anche un attacco con droni contro un treno Mosca Simferopoli, con un morto e un ferito.





