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“Simon Baker, il mio Pisacane tra amore, rivoluzione e libertà”

Intervista al professor Leone Melillo, autore del soggetto e della sceneggiatura del nuovo film su Carlo Pisacane, per la regia di Aurelio Grimaldi
mercoledì, 12 Agosto 2026
3 minuti di lettura
 Il professor Leone Melillo
Il professor Leone Melillo

Professor Melillo, perché un film su Carlo Pisacane oggi?
Perché Pisacane non è soltanto una figura del Risorgimento, ma un uomo nel quale pensiero e azione, amore e rivoluzione, libertà ed educazione si intrecciano profondamente. La sua convinzione, secondo cui «le idee nascono dai fatti», rovescia la tradizionale idea di un’educazione che debba necessariamente precedere la libertà: per Pisacane è la rivoluzione, attraverso l’esperienza concreta dell’azione, a formare la coscienza del popolo. Il film nasce da questa prospettiva: raccontare la rivoluzione non soltanto come insurrezione politica, ma come esperienza umana, morale ed educativa, capace di trasformare chi la vive e chi ne conserva la memoria.

Perché ha pensato a Simon Baker per interpretarlo?
Baker possiede una straordinaria capacità di unire fascino e sensibilità. È stato definito, nella sua carriera, un “Casanova sensitivo”: un’espressione che trovo particolarmente suggestiva per Pisacane. Anche Carlo era un uomo capace di suscitare interesse e sentimento, ma soprattutto era un uomo profondamente sensibile alle ingiustizie del suo tempo.

Il “Casanova” può dunque incontrare il rivoluzionario?
Sì. Pisacane fu anche un esule per ragioni d’amore. La sua dimensione sentimentale non è un elemento secondario: contribuisce a comprendere l’uomo che precede il mito. Baker può restituire questo Pisacane, passionale e inquieto, prima ancora del comandante della spedizione di Sapri.

Quanto pesa nella sua sceneggiatura la Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini?
È fondamentale. «Eran trecento, eran giovani e forti, / e sono morti»: in questi versi c’è già il destino della spedizione. Ma soprattutto Mercantini ci consegna il “bel capitano”, «con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro», che alla spigolatrice dice: «Vado a morir per la mia patria bella». È un’immagine che rende Pisacane uomo, prima ancora che eroe.

La spigolatrice diventa quindi parte della lettura del film?
Certamente. Quando la donna dice «Quel giorno mi scordai di spigolare, / e dietro a loro mi misi ad andare», assistiamo a una vera esperienza di educazione attraverso il fatto. È esattamente la concezione di Pisacane: ciò che accade può insegnare più di «mille volumi».

Che cosa vorrebbe rimanesse allo spettatore?
La consapevolezza che Sapri non racconta soltanto una sconfitta. Racconta uomini che hanno scelto di rischiare la vita per un’idea di libertà. Simon Baker può mostrarci il volto umano di quel sacrificio: dal “Casanova sensitivo” al rivoluzionario, dall’uomo innamorato al patriota. E Aurelio Grimaldi, attraverso il cinema, può trasformare questa memoria in una nuova esperienza di conoscenza e di educazione civile.

***English version***

«Simon Baker, my Pisacane between love, revolution
and freedom»

Interview with Professor Leone Melillo, author of the story and screenplay for the new film about Carlo Pisacane, directed by Aurelio Grimaldi

Professor Melillo, why a film about Carlo Pisacane today?
Because Pisacane is not only a figure of the Risorgimento, but a man in whom thought and action, love and revolution, freedomand education are deeply intertwined. His belief, that «ideas arise from facts», overturns the traditional idea of an education thatmust necessarily precede freedom: for Pisacane, it is revolution, through the concrete experience of action, that forms the conscience of the people. The film was born from this perspective: to tell the story of the revolution not only as a politicalinsurrection, but as a human, moral, and educational experience, capable of transforming those who experience it and those whopreserve its memory.

Why did he think of Simon Baker to play him?
Baker possesses an extraordinary ability to combine charm and sensitivity. He has been defined, in his career, as a “Casanova psychic”: an expression that I find particularly suggestive for Pisacane. Carlo was also a man capable of arousing interest and feeling, but above all he was a man deeply sensitive to the injustices of his time.

Can the “Casanova” then meet the revolutionary?
Yes. Pisacane was also in exile for reasons of love. Hissentimental dimension is not a secondary element: it contributes to understanding the man who precedes the myth. Baker can return this passionate and restless Pisacane, even before the commander of Sapri’s expedition.

How much does Luigi Mercantini’s Spigolatrice di Sapriweigh in your screenplay?
It is fundamental. «They were three hundred, were young and strong, / and they are dead»: in these verses there is already the fate of the expedition.
But above all Mercantini gives us the “beautiful captain”, «withblue eyes and golden hair», who says to the gleaner: «I am goingto die for my beautiful homeland». It is an image that makesPisacane a man, even before he is a hero.

So does the gleaner become part of the film reading?
Certainly. When the woman says «That day I forgot to glean, / and behind them I started to go», we witness a real experience of education through fact. This is exactly Pisacane’s conception: what happens can teach more than «a thousand volumes».

What would you like the viewer to take away?
The awareness that Sapri does not only tell of a defeat. It tells of men who chose to risk their lives for an idea of freedom. Simon Baker can show us the human face of that sacrifice: from the “psychic Casanova” to the revolutionary, from the man in love to the patriot. And Aurelio Grimaldi, through cinema, can transform this memory into a new experience of knowledge and civil education.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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