Il lavoro c’è, ma mancano le competenze per incontrare la domanda delle imprese. È il tema al centro dell’intervento del Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ospite questa mattina della trasmissione “ReStart” su Rai3, dove ha richiamato l’attenzione su uno dei principali nodi che frenano la crescita economica del Paese. Granelli ha evidenziato il paradosso che caratterizza il mercato del lavoro italiano: a fronte di una forte richiesta di personale da parte delle imprese, permane una crescente difficoltà nel reperire lavoratori qualificati. Una situazione che rischia di rallentare gli investimenti e di compromettere le transizioni ecologica e digitale.
Figure professionali da ricercare
I dati confermano la dimensione del problema. A maggio 2026 le imprese italiane hanno dichiarato difficoltà nel reperire il 42,9% delle figure professionali ricercate. Sebbene il dato mostri un miglioramento rispetto al 46,6% registrato nel 2025, resta elevato e testimonia una criticità strutturale del sistema produttivo.
Le difficoltà degli artigiani
Particolarmente difficile la situazione nel comparto artigiano, dove nel 2025 la quota di personale introvabile ha sfiorato il 60%, lasciando vacanti circa 293mila posti di lavoro. Le carenze riguardano soprattutto i settori simbolo del Made in Italy e della manifattura, dove mancano figure come sarti, modellisti, attrezzisti di macchine utensili, falegnami e panettieri. Le difficoltà si estendono inoltre all’edilizia e all’impiantistica, con la ricerca di idraulici, elettricisti e saldatori che rallenta gli interventi di riqualificazione energetica, fino ai profili tecnici e digitali, come meccatronici e programmatori per l’automazione, indispensabili per un artigianato sempre più innovativo e tecnologico.
Il lavoro per i giovani c’è
“Il lavoro che i giovani cercano esiste già ed è artigiano”, ha sottolineato Granelli, ricordando che oltre 4 milioni di giovani tra i 18 e i 35 anni, tra cui 836mila laureati, dichiarano di essere disponibili a lavorare nel settore. “Se non investiamo subito sulle competenze dei giovani e sulla valorizzazione del lavoro manifatturiero, rischiamo di perdere il patrimonio più prezioso del nostro Paese: la capacità di saper fare le cose ad arte”.
Più apprendistato e contratti
Per affrontare l’emergenza, Confartigianato propone una strategia condivisa con le istituzioni, fondata sul rilancio dell’apprendistato professionalizzante, sul rafforzamento della formazione continua e dei percorsi di reskilling, nonché sulla valorizzazione della contrattazione collettiva e del welfare bilaterale per accrescere l’attrattività delle imprese. Centrale, infine, il rafforzamento dell’orientamento scolastico e del collegamento tra il sistema educativo e il mondo produttivo, per favorire un incontro più efficace tra giovani e lavoro.





