La Russia sarebbe dietro il tentato attacco con un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia-Halle, in Germania. È la valutazione dell’intelligence americana riportata dal Wall Street Journal, secondo cui il velivolo, trovato la scorsa settimana in un’area protetta dello scalo vicino a un cargo della compagnia ucraina Antonov, sarebbe riconducibile al governo russo.
L’ordigno era stato neutralizzato dagli artificieri e l’aeroporto temporaneamente chiuso. Poco dopo, un secondo oggetto volante aveva colpito un altro aereo cargo provocando danni lievi. Berlino non ha attribuito formalmente l’episodio a Mosca, ma il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un “nuovo livello di pericolo” e del possibile coinvolgimento di un attore statale.
Nove morti nei raid russi
La nuova accusa arriva mentre l’Ucraina fa i conti con un’altra notte di pesanti bombardamenti. Almeno nove persone sono morte: sei a Zaporizhzhia, dove si contano anche 19 feriti, e tre nella regione di Dnipropetrovsk, tra cui un ragazzo di 15 anni. Kiev è stata colpita da missili balistici e nella capitale è rimasto danneggiato anche un ospedale pediatrico, senza vittime. Mosca sostiene di aver preso di mira impianti dell’industria militare e centri logistici.
Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, contro Zaporizhzhia sono stati utilizzati anche missili balistici nordcoreani, insieme a Zircon e bombe aeree guidate. Il leader ucraino è tornato a denunciare il crescente sostegno di Pyongyang alla Russia, che comprenderebbe nuove forniture di missili e la preparazione all’invio di ulteriori soldati nordcoreani.
“Ogni passo che la Russia compie, l’aumento della produzione di missili balistici, l’importazione di equipaggiamenti nordcoreani, la preparazione alla mobilitazione, dimostra che Mosca non si sta preparando alla pace, ma all’escalation”, ha affermato. “Il mondo deve rispondere ora, non aspettare”.
I dati dell’intelligence militare ucraina rafforzano l’allarme di Kiev. Secondo il vicecapo dell’Hur Vadym Skibitsky, il complesso militare-industriale russo punta a produrre in agosto fino a 11mila droni da combattimento, concentrandosi anche sui nuovi Geran-4 e Geran-5 a reazione. A luglio Mosca avrebbe inoltre lanciato 153 missili da crociera Kh-101, Kalibr e Kh-32 e 198 missili balistici e ipersonici, tra Iskander-M, sistemi S-400 e Zircon: per questa seconda categoria si tratta del dato mensile più alto dall’inizio dell’anno.
Kiev continua intanto a colpire in profondità il territorio russo. Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato un attacco alla raffineria Orsknefteorgsintez, nella regione di Orenburg, con una capacità di circa sei milioni di tonnellate di petrolio l’anno. Un altro attacco ha interessato il complesso petrolchimico di Tobolsk-Neftekhim, circa duemila chilometri dal confine ucraino. Nella regione russa di Voronezh, invece, la caduta di frammenti di droni intercettati dalle difese aeree ha provocato un morto e due feriti.
Mosca esclude Yabloko dalle elezioni
La stretta arriva anche sul fronte politico interno. La Corte suprema russa ha escluso Yabloko dalle elezioni legislative di settembre, accogliendo un ricorso presentato dal partito nazionalista Rodina. Yabloko è l’unica formazione politica registrata in Russia apertamente contraria alla guerra e favorevole a un cessate il fuoco e all’avvio di negoziati con Kiev. Il leader Nikolai Rybakov ha definito la decisione politicamente motivata e annunciato ricorso. L’esclusione restringe ulteriormente lo spazio del dissenso mentre il conflitto entra in una nuova fase di intensificazione militare.





