Il primo ministro canadese Mark Carney ha ammesso, in un’intervista al New York Times, di aver considerato la «remota possibilità» di un’azione militare statunitense contro il Canada. Una valutazione definita «extreme tail risk», un rischio di coda estrema che, secondo Carney, ogni leader ha la responsabilità di esaminare, pur non rappresentando uno scenario di base.
Carney non ha fornito dettagli sulle misure adottate, ma ha spiegato che ignorare anche le ipotesi più improbabili sarebbe «irresponsabile». Le tensioni tra i due Paesi sono cresciute sotto la presidenza di Donald Trump, che ha più volte definito il Canada «il 51° stato» e ha avviato una guerra commerciale culminata in dazi reciproci su numerosi prodotti.
Il divario militare tra le due nazioni resta enorme: gli Stati Uniti contano oltre 2 milioni di militari attivi e riservisti, mentre il Canada ne ha meno di 200.000. Washington dispone di 65 sottomarini, contro i quattro canadesi. Nonostante ciò, Ottawa ha aumentato la spesa per la difesa, spinta dalla necessità di proteggere la più lunga linea costiera del mondo e il crescente interesse strategico nell’Artico.
Carney ha ricordato che, nonostante le tensioni, mantiene un canale diretto con Trump: «Possiamo parlarci al telefono quando serve. È diretto, io sono diretto. È più efficiente così.» Il premier ritiene che esista ancora una strada per riprendere i negoziati commerciali e tornare a rapporti più cooperativi, vantaggiosi per entrambe le economie.
Il clima politico resta però incandescente: il Canada ha appena ordinato 12 sottomarini alla Germania, il più grande accordo di difesa della sua storia, mentre il Paese registra la più forte ondata di reclutamento militare degli ultimi 30 anni. Un segnale che la percezione delle minacce — interne ed esterne — sta cambiando rapidamente. Carney insiste che la preparazione a scenari estremi non è allarmismo, ma semplice gestione del rischio. In un contesto di tensioni commerciali, retorica aggressiva e competizione strategica nell’Artico, il confine più pacifico del mondo non appare più così scontato.





