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Ucraina, raid nel cuore della Russia: 13 morti in Tatarstan. Mosca parla di “crimine di guerra”

Ucraina, raid nel cuore della Russia: 13 morti in Tatarstan. Mosca parla di “crimine di guerra”

Kiev rivendica l’attacco alla raffineria di Nizhnekamsk. Sei vittime anche a Belgorod. Russia punta a produrre 11mila droni al mese. Allarme nei Paesi baltici per possibili operazioni sotto falsa bandiera
martedì, 11 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Kiev ha rivendicato l’attacco contro la raffineria Taneko di Nizhnekamsk, in Tatarstan, circa 800km a est di Mosca, causando, secondo le autorità russe, 13 morti, tra cui un bambino, e decine di feriti.

Nelle stesse ore sono stati segnalati attacchi anche in Siberia e Crimea, mentre Mosca ha sostenuto di avere intercettato complessivamente 456 droni ucraini durante la notte. Lo Stato maggiore di Kiev ha confermato di aver colpito la raffineria Taneko, dove è divampato un incendio.

L’impianto, già attaccato a giugno, è uno dei principali del settore russo: nel 2024 ha lavorato 17 milioni di tonnellate di greggio, producendo 2,7 milioni di tonnellate di benzina e 8,5 milioni di gasolio.

Secondo l’ultimo bilancio delle autorità del Tatarstan, le vittime sono 13, tra cui cittadini uzbeki e tagiki, mentre 75 persone hanno chiesto assistenza medica e 21 sono state ricoverate.

È stata proclamata una giornata di lutto e il Comitato investigativo russo ha aperto un procedimento per terrorismo. Mosca ha definito quello di Nizhnekamsk e il precedente attacco su Belgorod, dove sono morte sei persone, “deliberati atti terroristici” e “crimini di guerra”, accusando anche i Paesi occidentali che forniscono armi all’Ucraina.

Colpire le retrovie

La campagna ucraina mira sempre più a colpire infrastrutture energetiche e militari lontane dal fronte. Nella regione siberiana di Tyumen, il governatore Alexander Moor ha riferito di un incendio in un impianto industriale dopo la caduta di diversi droni.

In Crimea, frammenti di velivoli abbattuti hanno provocato un incendio boschivo di otto ettari vicino a Sebastopoli: 133 persone sono state evacuate da un campeggio.

Il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert “Magyar” Brovdi, ha spiegato all’Associated Press che Kiev vuole rendere la Crimea inutilizzabile come base operativa russa, colpendo depositi di carburante, ponti ferroviari, sistemi antiaerei e infrastrutture energetiche.

“Creare le condizioni che rendano impossibile la permanenza di qualsiasi capacità militare farà sì che la Crimea perda interesse come base operativa”, ha dichiarato. Sul territorio ucraino, intanto, cinque persone sono state uccise da un bombardamento russo contro Buhaivka, nella regione di Kharkiv. Un attacco missilistico su Odessa ha provocato almeno 14 feriti, mentre a Sumy altre cinque persone sono rimaste ferite.

Mosca alza la pressione

Parallelamente, secondo l’intelligence militare ucraina, la Russia punta a produrre in agosto fino a 11mila droni da combattimento. A luglio avrebbe inoltre lanciato 153 missili da crociera e 198 tra balistici e ipersonici, il dato mensile più alto dell’anno per questa seconda categoria.

Kiev segnala soprattutto la carenza di intercettori Patriot, mentre secondo The Atlantic Raytheon e Lockheed Martin sarebbero contrarie a concedere licenze per produrli in Ucraina. Sul piano diplomatico, il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin ha definito “inadatto” un congelamento del conflitto.

Mosca resta aperta a proposte che tengano conto dei propri interessi di sicurezza e indica il Kazakistan come possibile sede di negoziati, ma accusa Washington di contraddizione tra apertura al dialogo e forniture militari a Kiev.

Drone in Moldavia

La crescente diffusione dei droni alimenta intanto l’allarme oltre i confini del conflitto. La Moldavia ha richiamato per consultazioni la propria ambasciatrice in Russia dopo che un drone è precipitato vicino al villaggio di Crocmaz. La presidente Maia Sandu ha denunciato una violazione dello spazio aereo moldavo, sostenendo che “la guerra della Russia mette in pericolo tutti noi”.

In Germania, secondo Die Zeit, un drone carico di esplosivo avrebbe colpito deliberatamente un cargo ucraino parcheggiato all’aeroporto di Lipsia/Halle senza detonare. Gli investigatori stanno valutando anche la possibile presenza di un secondo velivolo.

Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno inoltre rafforzato la protezione delle infrastrutture critiche per il timore di operazioni “sotto falsa bandiera”. La Lituania ha schierato le forze armate a protezione del terminale Gnl, di impianti petroliferi, del collegamento elettrico con la Polonia e della centrale di Kruonis; la Lettonia ha aumentato la sicurezza della diga sul Daugava e del deposito sotterraneo di gas di Incukalns. Il Cremlino respinge le accuse, liquidandole come “storie allarmistiche” utilizzate per giustificare la militarizzazione contro la Russia.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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