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Trump impone dazi del 50% sul Canada: tensioni al massimo tra Washington e Ottawa

Iran, Trump: “Hormuz lo controlliamo noi. Possiamo sempre decapitare il Paese”. Il Brent supera i 90 dollari

martedì, 11 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il controllo statunitense della rotta strategica, sostenendo che gli Stati Uniti l’abbiano ormai “sminata” e siano ancora “sempre in grado di decapitare il Paese”. Dichiarazioni alle quali il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha replicato ricordando che all’inizio della guerra Trump chiedeva la “resa incondizionata”, mentre venti giorni dopo, ha sostenuto, “lo stesso nemico implorava di negoziare”.

La tensione continua a riflettersi direttamente sui mercati energetici. Il Brent ha superato i 90 dollari al barile mentre restano sempre più deboli le aspettative di una rapida intesa per la piena riapertura di Hormuz. I dati Kpler mostrano la dimensione della crisi: lunedì soltanto sei navi hanno attraversato lo Stretto, contro una media di circa 11 negli ultimi dieci giorni e le 130-140 imbarcazioni che transitavano quotidianamente prima della guerra.

Trump ai risarcimenti

Trump ha inoltre rilanciato lo scontro sul terreno economico. Dopo le richieste iraniane di compensazioni per i danni subiti durante i cinque mesi di conflitto, Trump ha annunciato di voler presentare a sua volta una richiesta di risarcimento a Teheran. “È un’idea interessante, perché ora anch’io sto chiedendo un risarcimento all’Iran”, ha scritto su Truth Social, annunciando di aver ordinato ai propri negoziatori di inserire la questione nei futuri colloqui. Trump ha evocato le vittime attribuite all’azione iraniana e alle milizie sostenute da Teheran in Libano, Siria, Yemen e Gaza.
Secondo indiscrezioni dei media, nelle scorse settimane il presidente americano avrebbe anche lasciato la Turchia a bordo di un aereo militare per il timore di un possibile attentato, ulteriore segnale del clima di allerta che accompagna la crisi.

Pressioni internazionali

Alla pressione americana si aggiunge quella europea e regionale. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiesto all’Iran di impegnarsi “in modo costruttivo” nei negoziati con Washington e con i Paesi vicini e di riaprire Hormuz “senza condizioni”, garantendo una navigazione libera e sicura.

Dagli Emirati Arabi Uniti, il consigliere presidenziale Anwar Gargash ha avvertito che il Medio Oriente non può restare indefinitamente in una situazione di “né guerra né pace”, chiedendo una stabilità fondata sul diritto internazionale e sul rispetto della sovranità.
Intanto il comandante della Forza Quds, Ismail Qa’ani, è arrivato in Iraq per incontrare esponenti delle milizie e dei partiti filo-iraniani, mentre Baghdad tenta di arrivare al disarmo dei gruppi armati legati a Teheran.

Teheran alza il tiro

Sul fronte iraniano, la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha chiesto alle Forze armate e ai Basij di accrescere ulteriormente le proprie capacità, mantenendo una preparazione elevata anche per “operazioni offensive contro il nemico”. Il presidente Masoud Pezeshkian ha intanto assicurato che lo stato di salute di Khamenei è “eccellente”, dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sulle sue condizioni.

Alla pressione su Hormuz si aggiungono nuovi episodi lungo le altre rotte marittime regionali. Nel Mar Rosso una nave mercantile è stata colpita nell’area di Bab el-Mandeb in un attacco attribuito agli Houthi, con tre membri dell’equipaggio uccisi, mentre la marina britannica ha segnalato un incidente che ha coinvolto una petroliera e forze militari nel Golfo di Oman. Il quadro resta quindi quello di una tregua fragile, con Washington e Teheran ancora lontane da un’intesa stabile e il traffico energetico internazionale esposto a nuovi shock.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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