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Migrazioni e asilo, via libera dal Cdm al Dl di attuazione del Patto Ue

Dal 12 giugno scattano le nuove procedure europee di frontiera: iter accelerati per i richiedenti provenienti da Paesi a basso tasso di accoglimento e per i casi considerati a rischio
venerdì, 5 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il Governo imprime un’accelerazione su immigrazione, giustizia, professioni e lavoro penitenziario. Nel Consiglio dei ministri di ieri che ha dato il via libera al Decreto per l’attuazione anticipata del Patto europeo su migrazione e asilo, l’esecutivo ha messo sul tavolo una serie di interventi che, nelle intenzioni della maggioranza, segnano una svolta su alcuni dei dossier più sensibili della legislatura. Al centro della riunione c’è stato il recepimento delle nuove regole europee sull’asilo, che entreranno in vigore dal 12 giugno. Il decreto approvato dal Cdm consente all’Italia di applicare fin da subito le procedure di frontiera previste dal Patto Ue, con esami accelerati per alcune categorie di richiedenti asilo, tra cui i cittadini provenienti da Paesi con basse percentuali di riconoscimento della protezione internazionale e i soggetti ritenuti a rischio per la sicurezza nazionale.

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di una “rivoluzione copernicana” e ha rivendicato il ruolo avuto dall’Italia nel percorso che ha portato alla riforma europea. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi delle procedure, distinguendo rapidamente chi ha diritto allo status di rifugiato da chi dovrà essere avviato verso il rimpatrio. Nel primo anno di applicazione il nostro Paese dovrà esaminare fino a 16.032 domande attraverso il nuovo meccanismo di frontiera.

Sistema giudiziario

Le novità riguardano anche il sistema giudiziario. Le competenze sui ricorsi in materia di asilo e immigrazione torneranno alle sezioni specializzate dei tribunali ordinari, una scelta che, secondo il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, risponde a esigenze di efficienza organizzativa emerse nel confronto con magistratura e uffici giudiziari. Il capitolo migratorio, comunque, non si esaurisce con il decreto. Restano all’esame del Parlamento altre misure considerate strategiche dalla maggioranza: dalla disciplina dei Centri per il rimpatrio alle norme sui ricongiungimenti familiari, fino alle disposizioni sulla protezione speciale e sui rimpatri dei minori stranieri.

Accanto all’immigrazione il Consiglio dei ministri ha affrontato anche il tema dell’accesso alla professione forense. Il Governo ha deciso di riportare l’esame di abilitazione a una formula più tradizionale, con prove scritte e orali rafforzate. Una modifica richiesta dall’avvocatura e sostenuta dal Consiglio nazionale forense, con l’obiettivo di elevare il livello della selezione e rafforzare la preparazione dei futuri professionisti.

Tra giustizia e turismo

Nordio ha inoltre illustrato altri interventi in materia di giustizia, tra cui il completamento della riforma del Gip collegiale, destinata ad attribuire a un organo composto da tre magistrati la decisione sulle misure cautelari più gravi. Una scelta che il ministro considera centrale per rafforzare le garanzie del sistema. Spazio anche alle politiche per il reinserimento dei detenuti. Il Cdm ha esaminato un pacchetto di misure dedicate alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo nelle carceri. L’obiettivo è creare percorsi che consentano ai detenuti di acquisire competenze spendibili una volta terminata la pena, nella convinzione che il lavoro rappresenti uno degli strumenti più efficaci per ridurre la recidiva.

Sul fronte economico il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha presentato l’Accordo di Coesione 2021-2027 dedicato al settore turistico. Il piano mobilita oltre 120 milioni di euro e punta su tre direttrici: digitalizzazione della gestione dei flussi, sostenibilità delle destinazioni e innovazione tecnologica delle imprese. Un investimento che il Governo considera strategico per rafforzare la competitività di uno dei comparti più rilevanti dell’economia nazionale.

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