Secondo recenti valutazioni dell’intelligence statunitense, il presidente russo Vladimir Putin potrebbe tentare di mettere alla prova la risolutezza della NATO lanciando un attacco limitato contro un Paese alleato entro i prossimi anni. Tre fonti a conoscenza dei rapporti hanno riferito che gli analisti delineano diversi scenari di escalation, da attacchi informatici a incursioni su piccola scala, concepite per sfidare l’unità dell’Alleanza e il principio dell’articolo 5, senza superare la soglia di una risposta militare diretta. Una delle fonti ha indicato che le aree più vulnerabili potrebbero essere i Paesi baltici o la Polonia, dove Mosca ha già testato i confini della NATO con droni e sconfinamenti.
Il Wall Street Journal ha riportato per primo le valutazioni. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi di incursioni russe in territorio NATO. A maggio, un drone esplosivo ha colpito un condominio in Romania durante un attacco a un porto ucraino, ferendo due persone. A settembre, caccia alleati hanno abbattuto droni russi che avevano violato lo spazio aereo polacco. E questa settimana, un drone armato scoperto in un aeroporto tedesco è stato attribuito a un servizio di intelligence russo, secondo fonti della CNN.
Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha definito la scoperta “un nuovo scenario di minaccia”, lasciando intendere un possibile collegamento con “potenze straniere”. Il Consiglio di sicurezza nazionale tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, si è riunito venerdì per discutere dell’incidente. Le valutazioni arrivano in un momento delicato per Washington, alle prese con scorte di munizioni ridotte dopo la guerra contro l’Iran e con un aumento del 60% delle vittime civili causate dalle armi a lungo raggio russe, secondo le Nazioni Unite. La CNN ha riferito che quasi l’80% degli intercettori THAAD e metà dei Patriot sono stati utilizzati fino all’esaurimento.





