sabato, 22 Giugno, 2024
Attualità

Autovelox, ok al decreto che mette fine alla “trappole”

Salvini: “da oggi basta con i rilevatori di velocità selvaggi”

“Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto.” Lo ha scritto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, annunciato la pubblicazione, oggi, sulla Gazzetta ufficiale del decreto che dovrebbe mettere fine alla giungla degli autovelox. In breve i “rilevatori di velocità”, così si chiamano ufficialmente, saranno installati solo per prevenire incidenti, “basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti” scrive il ministro. Poi dovranno essere segnalati in anticipo: 1.000 metri prima sulle strade extraurbane, 200 sulle strade urbane a scorrimento e 75 sulle altre strade e “niente radar in città sotto i 50 chilometri orari.” Con questo provvedimento dovrebbe finire anche la scia di fatti e polemiche dovute ai cosiddetti “fleximan”, forse una sola persona, tra l’altro già individuata in Veneto, forse più di una, che negli ultimi mesi, per protesta, hanno divelto letteralmente le apparecchiature di rilevamento della velocità. Molti comitati di cittadini hanno sostenuto che gli autovelox fossero solo “una macchina da soldi” per permettere ai comuni di rimpinguare le casse attraverso le multe. Non esiste neppure un censimento ufficiale e dunque non si sa neppure quanti ne sono stati installati: poco più di 11.000 secondo stime ricorrenti. Se così fosse sono il 10% di tutti gli autovelox del mondo. Il ministro Salvini ha ribadito che gli autovelox dovranno essere solo “là dove servono” e d’ora in poi bisogna smetterla con “gli autovelox trappola”, mentre potrebbero essere installati vicino a scuole e ospedali.

Le novità del decreto

Tra le novità introdotte dal decreto che entra in vigore oggi: i Comuni dovranno chiedere al prefetto il nulla osta per l’installazione di autovelox dimostrando che la misura servirà a limitare gli incidenti dovuti alla velocità. Anche i dispositivi mobili, montati su treppiedi, utilizzati principalmente dalla Polizia locale, andranno coordinati con la prefettura e così come gli autovelox dovranno essere segnalati in anticipo. In città, invece, non servono dove il limite è sotto i 50 km/h mentre fuori dall’abitato potranno essere installati dove il limite è inferiore di oltre 20 Km a quello previsto dal Codice della strada. Il nuovo testo garantisce ai sindaci un lasso di tempo di 12 mesi, dopodiché gli “autovelox che non rispetteranno la norma” saranno disinstallati fino al loro adeguamento. Infine va ricordato che tutti gli apparecchi in uso non sono omologati e questo problema verrà esaminato e probabilmente si legifererà a proposito durante l’estate.

Le reazioni di Codacons e Pd

Il Codacons, una delle associazioni a difesa dei consumatori, commenta positivamente: “l’arrivo del decreto sugli autovelox prima delle vacanze estive garantirà gli automobilisti che si sposteranno lungo la penisola per raggiungere i luoghi di villeggiatura, ed eviterà la solita raffica di sanzioni elevate ogni estate dai comuni che sfruttano gli autovelox per fare cassa”. “Gli autovelox – scrive l’associazione – non possono trasformarsi” in un ”bancomat usato dai comuni per prelevare soldi.” Mentre il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, evidenzia una contraddizione nel testo di riforma del Codice della strada perché “da un lato inasprisce indiscriminatamente le sanzioni, e dall’altro strizza l’occhio a coloro che scambiano le strade in piste da corsa, consentendo maglie più larghe sugli autovelox e limitando fortemente anche l’autonomia dei comuni.”

Il Comune di Trieste

E ancora prima che il decreto fosse pubblicato in Gazzetta ufficiale il comune di Trieste ha annunciato di aver sospeso i controlli di velocità effettuati con gli autovelox in applicazione di una sentenza della Corte di Cassazione che vieta l’utilizzo in tutta Italia di queste apparecchiature se non omologate, benché le apparecchiature siano state regolarmente approvate dai ministeri competenti. In attesa del pronunciamento della Prefettura alla quale il Comune si è rivolto il due maggio scorso per una valutazione se continuare ad utilizzare le apparecchiature, l’utilizzo di queste stesse sono state già sospese.

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